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Risponde il professor Sandro
Barni, primario dell’Oncologia Medica presso l'Azienda
Ospedaliera di Treviglio-Caravaggio (Bergamo) – tel. 0363-424223
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Professor Barni, sono molte le iniziative a favore
delle donne colpite dal tumore al seno. L’ultima è il programma
“Punto d’Incontro”, può spiegarci meglio di cosa
si tratta?
«Il tumore al seno è una delle malattie più diffuse
nei Paesi industrializzati e, tra le forme di tumore, è la più
frequente nella donna. In Italia, ha un’incidenza tra le più
alte al mondo: ogni anno i nuovi casi diagnosticati sono, infatti, poco
meno di 40.000, con un’incidenza che nel Centro-Nord, con oltre
24.000 casi all’anno, è di quasi il 38% inferiore a quella
che si rileva al Centro-Sud. Per fortuna, specialmente nelle sue forme
sensibili all'ormono-terapia (che costituiscono circa l’80% dei
casi), il carcinoma della mammella è forse il tumore meglio curabile
e con crescenti speranze di sopravvivenza.
Quello che può coinvolgere le donne colpite da tumore al seno è
però un lungo percorso, costellato di interrogativi, ansie e, a
volte, solitudine, ed è difficile per il medico gestire le emozioni,
lo sconforto e i dubbi delle pazienti nel breve spazio di una visita.
Da queste considerazioni e per cercare di rispondere al bisogno di informazione
è nato il programma "Punto d'Incontro", realizzato da
un'équipe di oncologi italiani coordinati dal sottoscritto, per
iniziativa di AstraZeneca e con il patrocinio della Fondazione AIOM -
Associazione Italiana di Oncologia Medica - presieduta dal Prof. Emilio
Bajetta. Il programma è stato studiato per aiutare la donna a gestire
meglio le emozioni e i cambiamenti avvenuti nel suo corpo».
In cosa consiste l’aiuto che viene dato alle donne
che hanno subito l’intervento di cancro alla mammella?
«Prima di tutto viene offerto un supporto psicologico, emotivo
e pratico per ognuna delle tre fasi del percorso terapeutico: diagnosi
e intervento chirurgico, terapia adiuvante ed in particolare terapia ormonale.
Per ogni fase è previsto un opuscolo scritto in un linguaggio semplice
e chiaro, alla portata di tutti, con consigli pratici, approfondimenti
sulla terapia e testimonianze di altre donne che hanno avuto lo stesso
problema, corredati da un glossario e riferimenti autorevoli per chi vuole
saperne di più. Le donne che hanno subito un primo intervento chirurgico
per tumore alla mammella sono spaventate, perché non conoscono
il proprio destino, non hanno ben compreso a che punto del loro percorso
di malattia si trovano e che cosa le attende nel futuro, breve e a lungo
termine. Quando giungono da noi, dopo l'intervento, è come se fossero
entrate in un tunnel di cui non vedono la fine. Sono disorientate, frastornate.
In tali situazioni, il dialogo e, soprattutto, l'ascolto e l'empatia hanno
un significato che supera il semplice conforto o sostegno alle pazienti,
perché contribuiscono a migliorare l'adesione alle terapie. È
fuori dubbio che il rapporto con le pazienti richieda non di rado più
tempo di quanto è possibile riservarne, più occasioni di
ascolto e di dialogo. Le pazienti hanno bisogno di un medico che possa
rassicurarle. Da questo punto di vista a volte la donna medico ha un'arma
in più. Un medico donna è in grado il più delle volte,
di comunicare meglio con una paziente donna, con maggiore empatia, con
una sensibilità che si fonda su una sorta di sintonia di sentimenti.
Il Progetto 'Punto d'Incontro' si inserisce in questa linea ed è
un'iniziativa che fa bene alla donna, al medico e alla lotta contro la
malattia. Del resto la Fondazione Aiom, ha sempre dedicato molta attenzione
al paziente e non solo alla malattia, con l'obiettivo di colmare il divario
di conoscenza tra il medico e il paziente. Quando si riesce ad aumentare
la consapevolezza della donna, cresce anche la sua capacità di
collaborare con il medico e la voglia di lottare per il successo terapeutico».
Quali sono i comportamenti errati da parte delle donne
operate di tumore al seno?
«Oggi la chemioterapia è sempre meglio tollerabile e
comunque non dura più di qualche mese, ma la terapia ormonale vede
impegnata la donna per molti anni, come minimo cinque. Quindi, a fronte
di studi americani che mostrano come una percentuale non piccolissima
di pazienti non assume con regolarità i farmaci, è importante
spiegare perché la terapia è indispensabile e quanto sia
in grado di ridurre il rischio di recidiva. Ciò contribuisce ad
aumentare la convinzione della donna a curarsi con determinazione.
I tre opuscoli del programma “Punto d’Incontro” rispondono
a una serie di interrogativi che spesso molte donne non saprebbero neppure
formulare con precisione, ma che contribuiscono ad accrescere la loro
inquietudine. Siamo convinti che le risposte che abbiamo cercato di dare
in questi tre libretti contribuiranno a stimolare ed incrementare il contatto
della donna con il proprio medico curante. Tra i risultati che ci aspettiamo
c’è anche quello che torni al medico una paziente con una
migliore capacità di gestirsi.
Anche perché il successo, nelle numerose tappe di cui è
costellato il percorso della donna colpita da un tumore alla mammella,
può dipendere anche dall'iniziativa e dalla disponibilità
della donna stessa. E’ nostro compito chiarire ogni dubbio, specie
nella prima visita, ma le pazienti sono spesso così disorientate
e confuse che difficilmente riescono a recepire i messaggi anche tranquillizzanti
che ci sforziamo di trasmettere. Poter dare loro un testo sul quale possano
ritrovare i concetti che abbiamo espresso nel colloquio rende più
facile le visite successive. I problemi non sono solo di natura clinica.
La guarigione non risolve tutti i problemi, anzi ne nascono di nuovi.
In Italia, per fortuna, vi sono 1.600.000 persone che sono guarite dal
tumore e che, devono confrontarsi con problemi sociali come il rientro
al lavoro, l'adozione, l'assicurazione, oppure per le donne operate di
tumore al seno il far fronte agli effetti collaterali provocati dalla
terapia ormonale. Il programma "Punto d'Incontro" offre un aiuto
anche per questo, con un linguaggio diretto e semplice. Negli opuscoli,
infatti, si dà in più punti la parola ad altre donne che
hanno vissuto la stessa esperienza. È una sorta di passa parola,
per una maggiore consapevolezza di tutte».
I tre opuscoli del programma “Punto d’Incontro”
Come affontrare la diagnosi e gestire la prima parte della cura, La
terapia adiuvante come affrontarla e gestirla, La terapia ormonale, un
lungo cammino e un nuovo inizio. Con i tre volumetti c’è
anche un diario, destinato ad accogliere sensazioni, sconforti, sentimenti
e speranze della paziente.
Per ulteriori informazioni su “Punto d’incontro”,
ci si deve rivolgere al proprio medico curante oppure sul sito www.astrazeneca.it.
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