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Risponde il
Professor Massimo Trucco, direttore della Cell Factory dell'Ismett
(Istituto dei trapianti di Palermo), tel. 091.6056511 -
fax 091.331454 |
Professor Trucco, l'Ismett è certamente una struttura di
notevole pregio, ma gli Usa, per lo meno nella ricerca, sono molto
più avanti che in Italia, come mai la decisione di rientrare "a
casa"? Cosa trasmetterà all'Istituto della sua esperienza
americana?
«Sono andato all'estero, subito dopo aver conseguito la mia laurea,
con la ferma intenzione di imparare qualcosa di importante, di utile,
da riportare prima o poi a casa. Ogni mattina, da quando sono a Pittsburgh,
guardando tutto quel grigio fuori dalla finestra, mi sono ripetuto: "Tanto
poi torno dal mio mare!". Ho lavorato per 30 anni negli Stati Uniti
e penso che sia giunto il momento di mettere a servizio del mio Paese
ciò che ho appreso nel corso di questa mia lunghissima esperienza.
Certo, non avrei accettato di rientrare in Italia se non avessi avuto
le garanzie di poter avere a disposizione le risorse necessarie per
portare avanti i miei progetti. La Cell Factory, che nascerà all'ISMETT
sia da un punto di vista strutturale che da un punto di vista di ricerca,
non ha nulla da invidiare nemmeno ai laboratori di Pittsburgh. L'ISMETT è organizzata
all'americana: è l'organizzazione, infatti, che negli Stati Uniti è migliore,
le sovvenzioni per la ricerca sono migliori, ma... le teste non sono
migliori delle nostre. Penso che a Palermo si potranno fare molte cose,
passare dal bancone di laboratorio all'applicazione clinica. Sono convinto
che sia possibile far diventare il capoluogo siciliano un vero e proprio
polo di riferimento per la ricerca scientifica in Europa».
Il
suo compito è quello di dirigere la Cell Factory, una "fabbrica" per
la processazione, la conservazione e la distribuzione delle cellule
pancreatiche e delle cellule staminali, come sarà organizzata
questa struttura?
«Si tratterà di laboratori sterili, camere bianche in cui
l'aria sarà praticamente priva di particelle inquinanti, proprio
come le celle in cui si producono microchip di silicio, attrezzati con
strumentazione all'avanguardia, molta della quale al momento disponibile
solamente in pochi centri al mondo. L'intera gestione avverrà utilizzando
software dedicati che verranno interfacciati con palmari e con
i nuovi sistemi informativi in fase di implementazione presso l'ISMETT.
Sarà la telemedicina a tenerci sempre in contatto diretto ed in
tempo reale con Pittsburgh, con Miami, con il resto del mondo scientifico
italiano e non».
All'interno della Cell Factory verranno preparati
prodotti biologici, cellule staminali adulte e fetali, isole di Lagherans
ed epatociti, e verranno sviluppate nuove vie biomediche alla riparazione
tissutale e tecniche chirurgiche per curare le gravi patologie terminale
d'organo. Può dirci qualcosa di più?
«Nella Cell Factory avvieremo tutti i programmi di medicina rigenerativa
dell'ISMETT. I filoni di ricerca e clinica saranno principalmente cinque:
isolamento e generazione di cellule pancreatiche con l'obiettivo
di curare i pazienti affetti da gravi forme di diabete di tipo 1; infusione
di staminali adulte per riparare i danni nel muscolo cardiaco; produzione
e trapianto di epatociti nel caso di gravi insufficienze epatiche; produzione
e trapianto di cellule cutanee per la riparazione di gravi lesioni della
pelle; lo sviluppo di bioreattori applicati alla terapia cellulare. In
aggiunta alla preparazione delle cellule da utilizzare in sede, i laboratori
dell'ISMETT offriranno anche servizi di preparazione cellulare remota,
permettendo ad altri centri nazionali ed europei, che al momento
sono ancora deficitari di questo tipo di laboratori, di potere avviare
un programma di trapianti cellulari. La Cell Factory offrirà,
inoltre, servizi di distribuzione di isole di Langherans e cellule staminali
a centri di ricerca nazionali ed esteri».
Quali saranno i
prossimi obbiettivi di questa "fabbrica delle
meraviglie"?
«Innanzi tutto non la definirei "fabbrica delle meraviglie" bensì una "fabbrica
meravigliosa" in cui vorremmo avviare trials clinici che riteniamo
potrebbero offrire terapie non pericolose ed efficienti. Il progetto
cui al momento tengo di più è infatti quello di trattare
bambini diabetici usando cellule dendritiche del paziente stesso, modificate
ex vivo in modo tale da renderle capaci di bloccare il processo distruttivo
autoimmune e quindi favorire la capacità rigenerativa fisiologica
del pancreas endocrino. Questo è il primo trial basato su cellule
viventi applicato ad una malattia autoimmune, che l'NIH ha sostenuto
finanziariamente e l'FDA ha approvato negli Stati Uniti. Questo approccio,
che abbiamo dimostrato funzionare molto bene nell'animale di laboratorio,
dovesse funzionare altrettanto bene nell'uomo, garantirebbe una soluzione
permanente al problema del diabete giovanile, senza bisogno di terapia
di supporto alcuna per il resto della vita dei nostri troppo giovani
pazienti. Infatti lo scopo della Cell Factory è quello di
avviare, anche a Palermo, un programma di ricerca di base e clinico che
abbia come principale obiettivo quello di sperimentare nuove terapie
per la cura delle insufficienze terminali d'organo. Tra gli altri obiettivi
anche quello di promuovere training di elevata qualità e cooperazione
internazionale tramite l'utilizzo di sistemi di telemedicina, telescienza
e teleaddestramento, permettendo a collaboratori e allievi autorizzati
di accedere ai video da qualsiasi parte del mondo, attraverso siti internet
sicuri. Per di più, l'approccio telescientifico/telemedico permetterà anche
al personale di laboratorio di ottenere consulti remoti in tempo reale,
da esperti situati nei Paesi di tutto il mondo».
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