N. 11 novembre 2006

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Dottor Filippo Belardelli, direttore scientifico di FaBioCell, il primo laboratorio pubblico dedicato alla produzione di farmaci cellulari antitumorali presso l’Istituto Superiore di Sanità di Roma. www.iss.it

Dottor Belardelli, il nuovo laboratorio di Farmaci Biologici Cellulari (FaBioCell), è la prima struttura pubblica di questo tipo, quali sono gli obiettivi primari?
FaBioCell è un laboratorio dedicato alla produzione di farmaci antitumorali personalizzati per permettere l’avvio di nuove sperimentazioni cliniche, basata sulle nuove frontiere delle bioterapie con il fine ultimo di tradursi in terapie per tutti. La realizzazione di questo laboratorio renderà possibile l’avvio di sperimentazioni cliniche, di immunoterapia, del cancro. Il primo studio clinico verrà condotto in pazienti con melanoma metastatico e si svolgerà in collaborazione con quattro centri ospedalieri: l’Istituto Regina Elena di Roma, l’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori Fondazione Pascale di Napoli, l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Quest’officina farmaceutica nasce dall’esperienza del mio gruppo di ricercatori. La struttura è dotata di un’area a contaminazione controllata, articolata in tre camere bianche, in modo da garantire quelle condizioni di massima sterilità richieste dalle GMP (Good Manifacturing Practices) e di laboratori attrezzati per il controllo di qualità dei prodotti stessi. FaBioCell oltre ad essere un’officina farmaceutica nella quale costruire farmaci cellulari personalizzati per pazienti oncologici o affetti da malattie infettive gravi, intende rappresentare un centro pubblico di riferimento e di supporto per sperimentazioni cliniche innovative di immunoterapia in Italia. Lo scopo, dunque, è quello di sviluppare farmaci paziente-specifici. Il punto di partenza dei primi vaccini personalizzati che saranno prodotti da FaBioCell è costituito dalle cellule dendritiche umane (DC).
Distribuite in tutto il corpo, ma principalmente nei tessuti che fungono da barriera con l’ambiente esterno, quali le mucose e l’epitelio, le DC sono le nostre naturali “guardie del corpo”. Fungono, infatti, da “sentinelle” pronte a riconoscere l’eventuale presenza di agenti patogeni e, dunque, di antigeni. Definite anche Antigen Presenting Cells, le DC sono specializzate nella cattura degli antigeni che, poi, processano in frammenti peptidici e che presentano, infine, ai linfociti T. Nel corso della loro migrazione dai tessuti periferici ai tessuti linfoidi secondari le DC subiscono un processo di maturazione che le porta a incrementare la loro capacità di “adiuvanti naturali” della risposta immunologica specifica contro gli antigeni, anche contro quelli associati ai tumori. Alcune citochine, quali gli IFN, si sono rivelate preziose nella regolazione di tutte le fasi del processo che conduce all’innesco della risposta immune. L’uso delle DC generate secondo il protocollo sviluppato in ISS si rivela molto vantaggioso in termini di semplicità procedurale e ridotti tempi di differenziamento. Le cellule così ottenute, designate IFN-DC e per le quali l’ISS ha sviluppato un metodo oggetto di un brevetto, si sono rivelate in studi preclinici e in diversi modelli sperimentali in grado di indurre una risposta immunologica superiore a quella di altre DC che, pensiamo, possa tradursi anche in una risposta terapeutica contro il tumore. Infine, un ulteriore vantaggio di questi nuovi farmaci è rappresentato da un elevato grado di tollerabilità.

Quali sono attualmente i vaccini antitumorali studiati dall’Istituto Superiore di Sanità?
Gli studi più significativi condotti dai ricercatori dell’ISS sono stati di recente presentati al meeting Internazionale “Immunotherapy of Cancer: Challenges and Needs” (che abbiamo organizzato a maggio di quest’anno nel nostro istituto) e sono stati pubblicati su importanti riviste internazionali. È stato già condotto uno studio pilota, presso l’Istituto Nazionale per la Cura dei Tumori di Milano e l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma, su 10 pazienti con melanoma avanzato trattati con un vaccino derivato da antigeni di melanoma in associazione con IFN _ a basse dosi. I risultati dello studio, pubblicato nel maggio scorso su “Cancer Research”, hanno mostrato che l’IFN _ è realmente in grado di potenziare la risposta immunitaria, aumentando la quantità e potenziando la capacità di cellule citotossiche specifiche contro il tumore. Nel sangue dei pazienti, infatti, gli studiosi hanno riscontrato un aumento del numero di linfociti T citotossici contro il tumore e di quello dei precursori di DC. Il tutto in assenza degli effetti tossici che spesso accompagnano i pazienti trattati con alte dosi di IFN e per tempi prolungati. Sulla base di questo e di altri studi verranno avviati due studi clinici. Nel primo l’uso di IFN _ ad alte dosi verrà associato con un vaccino anti-melanoma. Nel secondo studio, come ho già anticipato, si prevede l’uso di nuovi farmaci cellulari (IFN-DC) personalizzati, prodotti cioè da cellule del paziente stesso nel nuovo centro dell’ISS FaBioCell, che saranno poi utilizzati, anch’essi, per la vaccinazione terapeutica di pazienti con melanoma. Pensiamo poi di avviare uno studio clinico con un nuovo vaccino basato su DC per pazienti con tumore del colon-retto. Va poi detto che FaBioCell potrà produrre, a partire dai tessuti dei pazienti, non solo DC ma anche linfociti e altri tipi di cellule da utilizzarsi in protocolli clinici sperimentali.

Qual è l’iter che deve seguire un paziente per accedere alle sperimentazioni cliniche che utilizzano i farmaci prodotti dalla struttura?
Il reclutamento avverrà attraverso i centri clinici specializzati coinvolti nello studio. Per esempio per lo studio di fase I di vaccinazione di pazienti con melanoma con cellule dendritiche differenziate con interferone-alfa saranno reclutati quindici soggetti affetti da melanoma metastatico, un tumore piuttosto aggressivo e orfano di terapia. I prossimi studi riguarderanno il tumore del colon e il carcinoma della cervice uterina e, anche in questo caso, il reclutamento avverrà attraverso le strutture ospedaliere coinvolte nello studio.