N. 10 ottobre 2006

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Dottor Mauro Picardo, Direttore del Laboratorio di Fisiopatologia cutanea dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma (tel. 06.52662798 - www.ifo.it).

Ogni anno, con l’arrivo della stagione primaverile o estiva, quando la gente tende a svestirsi e a passare più tempo all’aperto, esponendo la pelle all’aggressione dei raggi solari e degli inquinanti ambientali (gas di scarico delle macchine in primis), i media, sorretti dai dermatologi, stilano un decalogo per proteggere la cute, quindi per evitare il “famigerato” melanoma. Un tumore in costante aumento nei Paesi Occidentali (5 casi su mille abitanti), soprattutto tra i soggetti con capelli biondi o rossi, dalla carnagione e gli occhi chiari: il cosiddetto tipo celtico.

Dottor Picardo, Le chiediamo se, oltre al melanoma, esistono altre neoplasie cutanee da temere? E quali le cause?
"Certamente. Esistono, infatti, diverse forme di tumori della pelle che colpiscono il 2-3% della popolazione, specialmente quella anziana (dai 60 anni in su). Fortunatamente sono neoplasie con un bassissimo tasso di mortalità che i dermatologi, per comodità, chiamano “non melanoma”. Ma, dal mondo medico, questi cancri cutanei sono suddivisi, essenzialmente in due grandi gruppi: 1) epitelioma spinocellulare (spinalioma); 2) epitelioma basocellulare (o basilioma). Rispondendo alla seconda parte della domanda, posso dire che le principali cause alla base dell’insorgenza dei tumori della pelle sono i mutati stili di vita (passare maggior tempo all’aperto senza proteggersi, ndr), una prolungata e scorretta esposizione ai raggi ultravioletti del sole e agli inquinanti atmosferici (per chi vive in città). Ma non c’è dubbio che un ruolo determinante è giocato anche dall’allungamento della vita media. Alcuni tumori della pelle sono, infatti, strettamente collegati all’avanzamento dell’età che comporta un naturale invecchiamento della pelle".

Dottor Picardo, potrebbe darci ulteriori informazioni a proposito dell’epitelioma spinocellulare e dell’epitelioma basocellulare?
"Gli spinalioma sono delle neoplasie scarsamente mortali a progressione lenta, almeno nella maggioranza dei casi, e difficilmente metastatizzano. Questi tumori, in rari casi, possono però essere molto aggressivi. Ovvero quando si trovano in presenza di altre patologie o sono localizzati in aree di difficile identificazione da un punto di vista clinico come, per esempio, la mucosa orale. Perciò la diagnosi viene fatta dall’oncologo-dermatologo in ritardo, quando ormai la neoplasia è in fase avanzata. Quindi è bene che il medico tratti gli spinalioma in tempi rapidi, asportandoli radicalmente. Così da evitare recidive o metastasi che, seppur con un’incidenza molto bassa, fanno correre al paziente il rischio di morire. Questi tumori colpiscono maggiormente chi svolge attività lavorative all’aperto come i contadini, i muratori e i marinai. Soggetti, questi, costretti a un’esposizione solare prolungata e spesso privi di mezzi di protezione.
I carcinomi basicellulari, invece, che sono in assoluto quelli più frequenti (soprattutto nella popolazione adulta o anziana), sono quelli con il più basso tasso di malignità. È assai raro che metastatizzino e ancor più raro è l’evento letale. Vanno, comunque, trattati perché possono andare incontro a un processo di alterazione, aumentando a dismisura l’estensione della lesione. Questa, poi, può ulcerizzarsi e quindi rendere più complesso il trattamento medico-chirurgico con conseguenze devastanti per il paziente. È comunque difficile arrivare al decesso. In presenza di piccole aree che sono lievemente desquamate, un po’ più dure, che sembrano cadere con un grattamento ma tendono a riprodursi, il nostro suggerimento è di rivolgersi il prima possibile ad un dermatologo per avere una corretta valutazione sul tipo di manifestazione".

Dottor Picardo, esistono correlazioni tra i tumori della pelle e altre forme neoplastiche?
"Sembrerebbe di sì. Anche se è ancora presto per poter dare una risposta certa e completa. Attualmente sul tema, nel mondo, ci sono diversi studi in corso, ai quali partecipa anche il nostro Istituto. Senza dubbio l’ipotesi più interessante è quella che fa riferimento all’infezione da Papilloma virus. Dell’HPV già si conosce, perché scientificamente dimostrato, il coinvolgimento con il cancro della cervice uterina e, seppur raramente, con i tumori del pancreas. Una ricerca innovativa, cui noi prendiamo attivamente parte, ha messo in correlazione questo virus con il cancro spinocellulare. Infatti sembra che alcuni studiosi abbiano trovato in alcuni pazienti traccia del genoma del Papilloma virus nell’area del testa-collo. È questa la sede preferita dallo spinalioma perché è una delle zone del corpo più esposte, soprattutto ai raggi ultravioletti. Si tratta di un’ipotesi che sarà attentamente esaminata dai massimi esperti mondiali del problema. Per cui si considera la possibilità che infezioni virali possano rendere più suscettibili ad agenti esterni alcune zone del nostro organismo più aggredibili, come nel caso specifico".