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Medici e ricercatori insieme al "Cancer Center" dell’Humanitas

Vera Lanza, N. 3 marzo 2011

Trentamila metri quadrati dedicati alla cura del cancro con 300 posti letto per accogliere pazienti di tutta Italia, 110 ambulatori, 20 sale operatorie, équipe multidisciplinari, terapie personalizzate, ricerca clinica e di base, tecnologie di ultima generazione, assistenza psicologica, percorsi specifici per chi ha vinto la malattia. Una piattaforma di Ricerca oncologica traslazionale con Biobanca, Cell Factory, laboratori di Biologia molecolare e Farmacologia clinica. Un investimento di 30 milioni di euro in tecnologia, ricerca e accoglienza, con la realizzazione di un residence per i familiari. È la fotografia del nuovo Cancer Center della Clinica Humanitas di Rozzano (Milano), presentato nel corso di un evento al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro della Salute Ferruccio Fazio e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Humanitas Cancer Center nasce con l’obiettivo di offrire competenze interdisciplinari, percorsi organizzati per patologia, terapie personalizzate, facilities per il paziente (cure domiciliari, supporto psicologico) e per i suoi familiari, stretta collaborazione con i migliori centri internazionali, con un Advisory Board composto da 8 fra i maggiori esperti di cancro al mondo. Gianfelice Rocca, presidente di Humanitas, durante il suo intervento, ha sottolineato come l’istituto sia da sempre in prima linea nella battaglia contro il cancro e come la crescente complessità del paziente, per età avanzata, cronicità o presenza di più patologie associate, spinge verso uno specifico approccio per patologia attraverso team multidisciplinari. «Per questo - ha spiegato - nasce Humanitas Cancer Center, che pone al centro il paziente con l'obiettivo di combinare attenzione alla persona, professionalità, tecnologie e percorsi di cura in ospedale e a casa». E i numeri rendono l’idea. Sono 30.000 i pazienti curati in Humanitas ogni anno, di cui il 40 percento proveniente da tutte le regioni italiane. La struttura è dotata di innovative tecnologie per la diagnosi e la cura: 4 acceleratori lineari per la Radioterapia, tra cui l'innovativo Truebeam, Pet-Ct e ciclotrone per radiofarmaci, 4 Tac e 4 risonanze magnetiche di cui una a 3 Tesla, il Robot da Vinci. E sono inoltre 300 gli studi clinici per lo sviluppo di nuove terapie attivati negli ultimi 3 anni. Per facilitare i percorsi di cura dei pazienti, al Cancer Center è stato dedicato l'intero primo piano dell'ospedale, dove è presente anche il quartiere endoscopico, con ambulatori, degenze, Day Hospital e sale operatorie. Al piano terra sono collocate la piattaforma diagnostica, la Medicina nucleare e la Radioterapia. Infine, un intero edificio di 5mila metri quadrati ospiterà la piattaforma di Ricerca Oncologica, con Laboratori di Ricerca, Biobanca e Cell Factory e, per non lasciare soli i pazienti, anche un residence per i familiari. Ogni anno in Italia si ammalano di cancro circa 250mila persone. Ne guariscono più della metà. Ma gli importanti progressi delle cure, in termini sia di guarigione sia di allungamento della sopravvivenza e di miglioramento della qualità di vita, hanno alzato il livello della sfida da affrontare: «Non solo battere il cancro - spiega Armando Santoro, Direttore di Humanitas Cancer Center, a cui il ministro Fazio ha affidato il Piano oncologico nazionale - ma prendersi cura dei pazienti in modo globale e personalizzato, con percorsi terapeutici differenti e ritagliati sulla specificità dei bisogni. Per questo è fondamentale, quindi, la collaborazione multidisciplinare a livello non solo oncologico (fra oncologo medico, chirurgo, diagnosta, radioterapista e psicologo) ma anche di tutti gli altri specialisti, dal cardiologo all'epatologo, dal medico d'urgenza al fisioterapista, che possono intervenire nel percorso di cura. Ed è per questo che nasce Humanitas Cancer Center. Una struttura dove si concentrano competenze altamente specialistiche contro il cancro, ma all'interno di un policlinico da anni capace di offrire risposte a 360 gradi a necessità, ad esempio, di carattere cardiologico, riabilitativo e di emergenza. E con un'organizzazione in grado di garantire supporto ai familiari e al paziente la continuità  delle cure anche una volta dimesso, attraverso l'ospedalizzazione domiciliare e la collaborazione con gli hospice del territorio». Il paziente, assicura il dottor Santoro, viene seguito anche dopo, quando viene dimesso. Grande attenzione viene data alle persone guarite dal cancro, che oggi sono sempre di più e che possono avere bisogno di un percorso successivo particolare, di tipo sia medico-assistenziale sia psicologico. «La ricerca, fondamentale per migliorare la qualità e i risultati di cura - ha aggiunto - in Humanitas Cancer Center è declinata in tutti gli ambiti e le fasi del processo di cura: nella prevenzione e nello screening, nelle tecniche di diagnostica per immagini ed endoscopica, nello sviluppo di nuovi farmaci e di terapie di supporto, nella chirurgia laparoscopica e robotica, nella radioterapia. Senza dimenticare la ricerca di base concentrata sullo studio dei meccanismi all'origine dello sviluppo delle malattie tumorali». Nell'ottica di un approccio globale contro il cancro, non solo assistenziale ma anche scientifico, le attività cliniche e di ricerca di Humanitas Cancer Center vengono periodicamente vagliate da un Advisory Board internazionale composto da medici e ricercatori dei più importanti Cancer Center del mondo (New York, Boston, Houston, Tokyo, Colonia, Dublino): Kenneth C. Anderson, Markus Büchler, Alberto Costa, John Crown, Andreas Engert, Silvia Formenti, Masatoshi Makuuch e Antonella Surbone. La ricerca di base ha aperto nuove possibilità di comprensione e di cura. «Da una parte - ha spiegato il professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas - la scoperta del ruolo essenziale del microambiente, nel quale e grazie al quale il cancro prolifera, offre la speranza di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche: colpire non più solo il tumore, ma anche il microambiente che gli sta intorno. Dall'altra parte, le scoperte sui meccanismi genetici delle cellule cancerose permetteranno sempre più di personalizzare le terapie sulla base del profilo genico del tumore.
Nell'interesse dei pazienti è dunque necessario un rapporto bidirezionale fra laboratorio e clinica. Perciò la sfida che ci attende è duplice, sul fronte educativo-didattico e clinico: i garanti che l'etichetta "traslazionale" della ricerca sia sinonimo di una vera innovazione clinica sono i medici-ricercatori (MD-PhD), che si dedicano alla ricerca scientifica a vantaggio di malati che loro stessi curano. In Italia la strada per la creazione di percorsi MD-PhD è ancora in salita, ma l'Università degli Studi di Milano istituirà, anche all'interno del Corso di Laurea Internazionale della Facoltà di Medicina, che ha sede in Humanitas, un programma ad hoc. Fondamentale, in questo percorso, è la valorizzazione dei talenti legata al merito, in modo da attrarre cervelli anche stranieri verso la ricerca, preclinica e clinica, creando un clima scientifico sano dove far crescere i medici e i ricercatori del futuro».
Sull’importanza delle tecnologie e della globalizzazione per rimettere il malato al centro delle cure si è soffermato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenuto all'inaugurazione del nuovo Cancer Center. «Se in un’era di massima globalizzazione e di tecnologie come la nostra - ha detto Fazio nel suo intervento - noi queste tecnologie le utilizziamo e le stimoliamo, ma al tempo stesso lavoriamo per rimettere il malato al centro dell'atto medico, allora stiamo usando la globalizzazione e le tecnologie per il bene di tutti». Nel suo discorso, il ministro ha sottolineato l'importanza dell'integrazione tra il lavoro dei ricercatori e quello dei clinici: «Stiamo andando proprio verso questa integrazione - ha spiegato - e proprio gli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico (Irccs) sono una forma di integrazione, in cui si è capito che non c'è buona ricerca senza una buona assistenza, ma anche viceversa». Sul tema, Fazio ha ricordato i finanziamenti che il Ministero ha dedicato alla ricerca traslazionale, quella intesa a far parlare tra loro la ricerca e la clinica, in cui scienziati e medici non sono più isolati. La ricerca, ha concluso il ministro, da sola non basta se non ha la sua controparte di integrazione, e allo stesso modo la tecnologia da sola non e' mai sufficiente: ha sempre un estremo bisogno dell'uomo.

In Lombardia la migliore concentrazione delle forze al mondo
La Lombardia ha 4 grandi strutture di eccellenza per la cura dei tumori: Humanitas, San Raffaele, Ieo e Istituto Nazionale Tumori e le strutture sono riunite in un'area che ha la migliore concentrazione di sanità al mondo. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante il suo intervento alla presentazione di un nuovo centro dedicato al cancro all'Humanitas di Rozzano. «La Lombardia - ha spiegato il ministro - ha una copertura in tutti i settori, grazie alla grande intuizione di disaccorpare chi vende e chi acquista servizi. L'ospedale è cambiato e continua a cambiare, senza una continua manutenzione del sistema sanitario anche il migliore, nel giro di un anno, va al collasso. Per questo è essenziale il concetto di integrazione tra clinica e ricerca di base, ma anche tra ospedale e territorio. Queste sono le sfide che devono essere considerate; la Lombardia e il governo stanno lavorando su questo». In passato Fazio aveva mosso qualche appunto al sistema sanitario lombardo, considerato sbilanciato sugli ospedali rispetto al territorio: «Non certo perché l'ho detto io, ma la Lombardia ha sfornato uno dei migliori programmi di assistenza territoriale, se non il migliore, d'Italia, quindi anche su questo sta facendo la manutenzione».

Cancer Center è anche progetti di studio e università
Humanitas Cancer Center è una sfida condivisa con i più grandi centri internazionali per migliorare le cure e formare i medici del futuro. In Humanitas, infatti, la presenza dell’Università degli Studi di Milano con un corso di Laurea a forte proiezione internazionale, basato su un apprendimento in cui lo studente è parte attiva al fianco di tutor medici, rafforza la vocazione allo sviluppo di una Medicina in cui il medico si trova al centro di una rete globale di competenze, che deve saper integrare sul singolo paziente. L'idea di coniugare l'attività clinica con quella scientifica e di ricerca vede Humanitas impegnata in progetti didattici sia "pre" sia "post-laurea". L'Istituto Clinico Humanitas è riconosciuto come centro di formazione e di didattica e dal 2001 è sede di didattica universitaria in partnership con l'Università degli Studi di Milano. Oggi ospita l'International Medical School, corso di Laurea internazionale della Facoltà di Medicina e Chirurgia, il corso di laurea in Scienze Infermieristiche, il corso di laurea specialistica in Biotecnologie e il Dottorato di Ricerca in Patologia e Neuropatologia Sperimentale. La formazione delle professioni sanitarie e l'aggiornamento costante delle competenze, sia per il personale interno sia per operatori esterni, sono considerati elementi essenziali per migliorare continuamente i servizi forniti e mirare costantemente all'eccellenza qualitativa.

Cancer Center è anche ricerca scientifica
In collaborazione con medici e ricercatori dei più avanzati Cancer Center del mondo, Humanitas Cancer Center è parte attiva nella ricerca e nell’innovazione, per offrire le cure più avanzate e mettere a punto terapie personalizzate. In Humanitas i progetti di ricerca si caratterizzano per l’applicazione del modello translazionale che presuppone una stretta integrazione, con uno scambio continuo di informazioni, fra laboratorio ed attività clinica, fondamentale per poter trasferire in tempi brevi al letto del paziente i risultati della ricerca stessa. L’applicazione e la sperimentazione di nuovi farmaci oncologici rappresenta una parte rilevante dell’attività di Ricerca di Humanitas sul fronte clinico. In collaborazione con importanti centri internazionali - New York, Boston, Tampa, Stanford, Amsterdam, Dublino, Marsiglia - Humanitas ha lavorato su molte molecole innovative oggi in uso clinico e ha in atto numerose sperimentazioni con nuovi farmaci per trovare armi terapeutiche sempre migliori. Questo vale anche per l’emato-oncologia. Presso Humanitas Cancer Center ha grande spazio anche la biologia molecolare, quindi la ricerca di tutti i fattori molecolari e genetici che stanno alla base sia dell’insorgenza di tumori sia dello sviluppo di caratteristiche particolari degli stessi tumori, utili a livello sia prognostico sia di selezione di pazienti candidati a terapie diverse. Contro il cancro anche la Ricerca di base ha aperto nuove importanti possibilità di comprensione e, quindi, di guarigione. Gli studi di questi anni hanno reso evidenti sempre più nessi fra gli eventi di alterazione dei geni che causano tumore e la risposta infiammatoria: ad esempio nel caso di cancro del rene, della tiroide, della cervice uterina. Dunque l’infiammazione, focus degli studi di base dei ricercatori di Humanitas, guidati dal prof. Alberto Mantovani, diventa la chiave non solo per comprendere il cancro, ma anche per combatterlo: studiare strategie diverse in grado di interferire con il meccanismo infiammatorio può infatti consentire di sviluppare terapie innovative.

Qualche cenno sul dottor Armando Santoro, direttore di Humanitas Cancer Center.
Nato a Messina il 16 luglio 1950, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Messina nel 1974. Ha svolto il tirocinio post laurea come medico ricercatore presso l'Unité de Development Therapeutique (Institut de Cancerologie et d'Immunogenetique, Villejuif di Parigi) dal 1974 al 1975 e dal 1976 al 1977 presso la Divisione di Oncologia Medica dell'Istituto Nazionale Tumori (Milano). Posizioni attualmente ricoperte: il dott. Armando Santoro è direttore del Dipartimento di Oncologia Medica ed Ematologia dell'Istituto Clinico Humanitas; dal 2005 è membro del Comitato Etico dell'Istituto Clinico Humanitas e direttore della Ricerca Clinica dal 2007; dal 2008 è componente della "Commissione di Programmazione" del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali; da ottobre 2008 è consigliere del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Humanitas per la Ricerca; da novembre 2008 è componente, in qualità di esperto, del Centro Nazionale per la Prevenzione ed il controllo delle malattie - CCM del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali; da febbraio 2009 è rappresentante Nazionale dell'attività preparatoria per il "Partenariato Europeo per un'Azione contro il cancro" e componente del "Comitato Ordinatore per la predisposizione degli Statuti di tre istituende reti di ricerca nelle materie cardiovascolari, neurologiche e oncologiche"del Ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali; da maggio 2009 è coordinatore del Gruppo Tumori dell'Esofago-Stomaco e Co-coordinatore Gruppo Tumori del Fegato e delle vie biliari presso la Commissione Oncologica Regionale - Rete Oncologica Lombarda.

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