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Lotta al fumo, aiutare i giovani a smettere di fumare

Monica Melotti, N. 6/7 giugno/luglio 2009

Una sigaretta per cominciare la giornata e una per concluderla. Un piacere irrinunciabile per 14 milioni di Italiani. Più precisamente, ad amare la sigaretta sono il 30% degli uomini e il 22,5% delle donne, ma il vizio del fumo coinvolge anche i giovani, in maggior misura le ragazze.
Il consumo di tabacco resta la maggiore, e la più evitabile, causa di morte nell’Unione Europea ed è ancora la priorità numero uno nell’agenda della Salute Pubblica della UE. Legislazione a parte, educazione e comunicazione giocano un ruolo importante, specialmente dove i giovani sono il principale punto di riferimento. Per questo, la Commissione Europea ha deciso di continuare la campagna che ha riscosso successo negli anni precedenti, “HELP – Per una vita senza tabacco”. L’obbiettivo rimane la stesso: offrire aiuto per non iniziare a fumare, per resistere alla pressione dei coetanei e aiutare ad affrontare il passivo.

Fumo sempre più giovane
Il principale pubblico di riferimento sono i giovani, con un’età compresa tra i 15 e i 34 anni, con una particolare attenzione ai gruppi a rischio e specialmente alle giovani ragazze. Ben il 15% degli undicenni e il 62% dei quindicenni sono dipendenti dalla sigaretta, secondo una ricerca eseguita l’anno scorso dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) in 35 paesi diversi. Ad alimentare questa tendenza sono soprattutto le ragazze: una su quattro accende abitualmente una sigaretta.
Qual è la ragione che spinge un giovane ad iniziare a fumare? «Lo fanno per sentirsi adulti, per darsi un tono davanti ai coetanei», spiega Roberto Boffi, responsabile del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Molti iniziano per sentirsi emancipati o per essere accettati dal gruppo. Altri, invece, per ripicca, per gioco e per ribellione. Altri ancora perché hanno una bassa autostima. La metà dei ragazzi con un genitore o un fratello fumatore, fuma a sua volta. Invitarli a smettere è un’impresa. La maggior parte di loro si sente immortale e pensa di poter rinunciare alle sigarette quando vuole. E non sa che smettere è un’impresa estremamente difficile, che mette in crisi le persone anche più determinate. Inoltre, non considera i danni alla salute che il fumo comporta: malattie respiratorie, tumore ai polmoni, asma, infarto e altri disturbi. Oltre ai danni alla salute ci sono i danni estetici, si acquisisce la cosiddetta “smoke face”: rughe precoci, carnagione grigiastra, denti macchiati. Inoltre le donne fumatrici sono più vulnerabili degli uomini: la stessa quantità di fumo porta ad un rischio doppio di tumore al polmone. E sembra anche più alto il pericolo di malattie ostruttive del tratto respiratorio.

La campagna HELP
Questa nuova campagna durerà due anni (2009-2010) e seguirà le raccomandazioni fatte dagli esperti l’ottobre scorso alla conferenza di Bruxelles: “Comunicare la Salute – L’esempio del tabacco”.
Il budget previsto è di 34 milioni di euro ed ha coinvolto diverse organizzazioni giovanili europee tra cui EMSA (European Medical Students Association), ENSA (Europea Nursing Students Association), IFMSA (International Federation of Medical Students’ Association), EFPSA (European Federation of Psychology Students) e il Youth Forum Jeunesse.
Il lancio ufficiale della nuova campagna avrà luogo il 31 Maggio, nel giorno del World No Tabacco Day.

Lo studio COmets della campagna precedente
La campagna di misurazione del monossido di carbonio (CO) è stata sviluppata come un modo preciso di approcciare il pubblico nei 27 Stati Membri. Lo studio COmets, che è durato due anni (dal 2006 al 2008), si basava sulla possibilità per i cittadini di misurare i propri livelli di monossido di carbonio relativi al tabacco e fornire un metodo interattivo e di intrattenimento per permettere alle persone di arrivare a una consapevolezza individuale degli effetti del tabacco sulla loro salute. L’ansia con cui il pubblico ha affollato gli stand per la misurazione del livello di CO è stata molto soddisfacente. L’operazione, lanciata dalla Commissione Europea il 29 marzo 2006 con la collaborazione di 12 Commissari Europei, ha fatto il tour dei 27 Stati Membri dell’UE, ha partecipato a circa 400 eventi singoli e ha totalizzato quasi 340.000 misurazioni di CO in 2 anni. I risultati individuali sono stati registrati in maniera anonima e codificati allo scopo di creare un data base elettronico. Questi dati sono utilizzati come base per uno studio europeo, lo studio COmets di Help guidato dal Professor Bertrand Dautzenberg, specialista di medicina toracica presso il Pitié-Salpêtrière Hospital a Parigi. Lo studio è stato condotto su 221.650 fumatori e non fumatori degli stati membri dell’Unione. Nel corso dei due anni di CO test effettuati ai cittadini europei, la seconda analisi della ricerca COmets di HELP mostra una diminuzione nell’inquinamento dei polmoni da monossido di carbonio nei non fumatori tra il 2006 e il 2008. Questo è certamente dovuto a:

  1. I passi avanti nel controllo del tabacco in Europa
  2. Iniziative nazionali ed europee
  3. Campagne anti-tabacco e HELP in tutti gli Stati Membri europei.

Lo studio Comets di HELP portato avanti nel 2007 ha inoltre mostrato:

  1. L’efficacia della legge di divieto totale di fumo per la protezione dei non fumatori. Il divieto di fumare è legato a una duplice diminuzione di inquinamento dei non fumatori.
  2. L’efficacia della politica di alzare il prezzo del tabacco. Alzare il prezzo dei prodotti del tabacco si ripercuote sulla diminuzione dell’inquinamento dovuto al fumo da tabacco allo scopo di proteggere fumatori e non fumatori.
  3. Un livello di CO nei fumatori più alto del livello massimo accettato per la qualità dell’aria. Il tasso di monossido di carbonio nell’aria espirata dai fumatori che fumano solamente da 1 a 5 sigarette al giorno è più elevato del livello massimo accettato per la qualità dell’aria (8.5 ppm).

Tre metodi per smettere il vizio
Smettere non è facile e le statistiche aiutano a capire la vastità della questione fumo. Spesso non si tratta di cattiva volontà, chi continua a fumare lo fa perché non riesce a smettere visto che la sigaretta comporta dipendenza fisica e psicologica molto difficile da vincere. «Sostanzialmente esistono tre metodi per smettere», dice Stefano Cardini, pneumologo e segretario generale dell’Aimar (Associazione Scientifica Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Respiratorie). «Il primo è la forza di volontà, ma non è sufficiente. Secondo le statistiche, infatti, con la sola forza di volontà le possibilità di successo si aggirano attorno al 3%. È allora importante chiedere un aiuto psicologico e/o farmacologico. L’aiuto psicologico si basa sulla psicoterapia comportamentale, in pratica consigli su come vincere la voglia di fumare, quando si manifesta. Si possono frequentare corsi per gruppi o corsi studiati su misura per la singola persona. Ci sono poi brochure, dépliant e libri che spiegano come vincere la tentazione. Per vincere la dipendenza si può ricorrere anche ai farmaci a base di nicotina. Si tratta di cerotti, bocchini, gomme da masticare con concentrazioni a scalare che permettono di abituare gradualmente l’organismo alla carenza di nicotina. In questo modo si attenuano i disturbi dovuti all’astinenza e si rende più tollerabile il primo periodo in cui si è smesso di fumare. Questi medicinali si possono comprare senza la ricetta del medico, bisogna però fare attenzione se si soffre di disturbi al cuore perché la nicotina può influire negativamente sul battito cardiaco. I farmaci a base di nicotina vanno evitati durante la gravidanza e l’allattamento. Un farmaco che ha dato risultati soddisfacenti nella lotta alla dipendenza da fumo è stato il bupropione. Agisce sul sistema nervoso centrale aiutando a tenere sotto controllo i sintomi dell’astinenza da nicotina. Questo medicinale deve essere prescritto dal medico, in genere è ben tollerato, ma può avere alcuni effetti collaterali, come secchezza della bocca, mal di testa e vertigini. Questo trattamento è riservato ai fumatori con un’elevata dipendenza e talvolta può essere associato a farmaci a base di nicotina. Il ricorso al bupropione può aumentare le possibilità di successo al 20-25%.

Dove è attiva la Campagna Help
Il 3 marzo 2009 è partita l’edizione 2009 della Campagna Help – Per una vita senza tabacco. Come di consueto, fumatori e non fumatori potranno verificare il tasso di monossido di carbonio (CO) presente nei loro polmoni semplicemente recandosi presso lo stand della campagna per sottoporsi al CoTest. I test sono liberi e gratuiti e saranno effettuati da personale specializzato. Inoltre, a tutti coloro che si presenteranno alla postazione di HELP, verranno offerti consigli e distribuiti divertenti gadget che riportano al sito della campagna www.help-eu.com.
Al momento sono sei i contesti in cui la Campagna sarà ospitata:

  • Liceo Scientifico Cremona (Milano, viale Marche 61)
  • ITC Zappa (Milano, viale Marche 63)
  • Liceo Scientifico Donatelli-Pascal (Milano, via A. Corti 16)
  • Liceo Scientifico Donatelli-Pascal (Milano, viale Campania 6)
  • Liceo Classico Omero (Milano, via del Volga 4)
  • Università degli Studi (Milano, via Festa del Perdono 7)

La campagna si svolge in contemporanea in tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea. Il sito www.help-eu.com è disponibile per reperire informazioni e suggerimenti utili, oltre che per conoscere tutte le iniziative sulla campagna.
Per informazioni contattare il numero 02 85458311

I Centri Antifumo
Negli ultimi anni in molti ospedali italiani sono nati dei centri antifumo. In queste strutture vengono consigliati i metodi e i farmaci più adatti per riuscire a smettere, viene offerto un sostegno psicologico e, se necessario, anche un consiglio dietetico per non ingrassare. Questi centri inoltre eseguono esami e visite per stabilire le condizioni di salute del fumatore.
È importante però scegliere centri qualificati, come quelli delle Asl, degli ospedali e della Lega per la Lotta ai Tumori.
Per conoscere il centro più vicino a voi:
www.legatumori.it - numero verde: 800.99.88.77
Numero verde Antifumo del Ministero della Salute: 800.55.40.88
Movimento Donne contro il fumo – Fondazione Umberto Veronesi:
tel 02.76018187 – www.fondazioneveronesi.it
Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: tel. 02.23902307.
Letture consigliate: “Perché non fumare” di Carlo Cipolla (Ed. Sperling&Kupfer)
“L’arte di smettere di fumare (controvoglia)” di Carmen Covito (Ed. Mondadori)

Gli effetti sulla salute
Smettere di fumare è fondamentale per la salute propria e per quella di chi ci sta vicino. Ecco come gli esperti hanno quantificato i miglioramenti che si verificano quando si dice addio alle sigarette e i tempi perché questi si manifestano.

  • 20 minuti: la pressione del sangue e battito del cuore ritornano nella norma;
  • 8 ore: i livelli di nicotina di monossido di carbonio si dimezzano, la velocità di trasporto nel sangue torna verso la normalità;
  • 24 ore: il monossido di carbonio è completamente eliminato. I polmoni cominciano ad eliminare muco ed altro materiale causato dall’infiammazione legata al fumo;
  • 48 ore: non c’è più nicotina nell’organismo. Il gusto e l’olfatto migliorano;
  • 72 ore: il respiro diventa più facile, i bronchi lavorano meglio e ci si sente più in forma;
  • 2-12 mesi: la circolazione migliora;
  • 3-9 mesi: tosse, catarro e mancanza di respiro migliorano, così come la capacità respiratoria;
  • 1 anno: il rischio di attacco cardiaco si dimezza rispetto a chi ha continuato a fumare;
  • 10 anni: il rischio di tumore al polmone si dimezza rispetto a chi ha continuato a fumare;
  • 15 anni: i rischi ritornano quasi a livello di chi non ha mai fumato.

E se poi ingrasso?
Uno dei più diffusi timori, soprattutto tra le fumatrici, è che smettere di fumare provochi un aumento di peso e che per riacquistare la linea sia meglio riprendere a fumare. «È vero, smettendo di fumare il peso aumenta, ma l’incremento è molto meno consistente di quanto temuto», dice Monica Ramaioli, responsabile della Fondazione Umberto Veronesi. «Gli studi condotti sugli ex fumatori, infatti, indicano una crescita media di 4-5 chili. Questo aumento è dovuto sia a un’effettiva maggior introduzione di cibo e alcool per compensare la mancanza di sigarette, sia al rallentamento metabolico derivato dall’improvvisa riduzione della nicotina. Per contrastare questo desiderio di sgranocchiare qualcosa è consigliato inserire tra un pasto e l’altro degli spuntini a base di frutta, spremuta, yogurt magro o cereali integrali. Inoltre è bene tenere sempre a portata di mano uno di questi alimenti: chewing gum e caramelle senza zucchero, gallette di riso, popcorn senza burro, fettine già pulite di carote e finocchi e acqua. Per quanto riguarda il cambiamento del metabolismo è bene praticare una regolare attività fisica, in tal modo non solo si bruciano tutte le calorie alimentari in eccesso, ma si aumenta il dispendio energetico a riposo. È inoltre consigliato assumere liquidi in abbondanza, ma limitare il consumo di sostanze a base di caffeina poiché può provocare nervosismo ed esasperare il desiderio di ritornare alla sigaretta. Sono anche da evitare gli abusi di alcool perché diminuisce il controllo e si è più facili alle tentazioni».

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