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Tumori della testa e del collo: una nuova indagine rivela una scarsa conoscenza su uno dei tumori più frequenti al mondo

Cristina Mazzantini, N. 6/7 giugno/luglio 2009

Recentemente a Barcellona, nell’ambito dell’International Conference on Innovative Approaches in Head & Neck Oncology (ICHNO), sono stati annunciati i primi risultati di un’indagine pan-europea sulla consapevolezza dell’opinione pubblica relativamente ai tumori della testa e del collo. Il 75% degli intervistati non conosce il termine “tumore della testa e del collo”, nonostante si tratti del sesto tumore più comune al mondo.
L’indagine About Face, realizzata dall’European Head and Neck Cancer Society (EHNS), ha identificato preoccupanti bassi livelli di conoscenza sui tumori della testa e del collo, sulla loro incidenza, sui sintomi, sui fattori di rischio e sulle parti del corpo colpite. Considerando che questa forma di neoplasia sta crescendo globalmente e che, solo in Europa, essa colpisce 143.000 persone, provocando 68.000 decessi l’anno, i nuovi risultati dell’indagine sottolineano la necessità di fare di più per informare l’opinione pubblica sui tumori della testa e del collo, allo scopo di evitare qualsiasi tipo di ritardo nella diagnosi e nel trattamento.
Tra i sette Paesi dell’indagine è stata coinvolta anche l’Italia, dove sono state condotte 1.104 interviste. Da noi 3 persone su 5 non conoscono la definizione “tumore della testa e del collo” e l’84% degli intervistati considera erroneamente il cervello tra le parti del corpo che possono essere colpite. Tra i fattori di rischio, la maggioranza degli intervistati riconosce fumo e alcol (rispettivamente l’85% e il 59%), mentre solo il 16% pensa che il papilloma virus umano (HPV) sia un fattore di rischio.
I tumori della testa e del collo possono insorgere nelle cellule epiteliali di qualsiasi tessuto od organo del distretto cervico-facciale, includendo la cavità orale, la faringe, la laringe e le cavità nasali. Le neoplasie che insorgono in queste parti del corpo sono associate ad un alto tasso di mortalità e presentano un’alta percentuale di decessi rispetto a tumori più comuni come quello al seno, all’utero o i melanomi. Inoltre il cancro della testa e del collo è difficile da curare quando diagnosticato ad uno stadio avanzato e quando i pazienti sono colpiti da un tumore secondario e da altre condizioni di comorbilità.
«I risultati dell’indagine About Face confermano la nostra convinzione che si debbano fare sforzi maggiori per accrescere la conoscenza dei tumori della testa e del collo», ha commentato il professore Jean-Louis Lefebvre, presidente dell’EHNS e docente presso l’ENT and Head and Neck Surgery, Centre Oscar Lambert di Lille in Francia. «Molti dei sintomi dei tumori della testa e del collo sono aspecifici e per questo sono spesso ignorati dai pazienti. Considerando che più del 60% dei pazienti è trattato a uno stadio localmente avanzato della patologia, un decisivo miglioramento nell’identificazione dei sintomi potrebbe essere positivo per i pazienti e gli operatori sanitari, assicurando a un maggior numero di persone la possibilità di una diagnosi e di un trattamento che avvenga il prima possibile».
Nel complesso, le persone intervistate hanno riconosciuto la maggior parte dei sintomi, ad eccezione di quelli meno ovvi che non sono stati individuati e di altri che sono stati identificati in modo non corretto. Sintomi come un nodulo sul collo, dolore durante la deglutizione e raucedine o cambiamento della voce, sono stati individuati da oltre la metà dei partecipanti. Tuttavia i sintomi meno ovvi, come un’otturazione persistente del naso o mal d’orecchio, sono stati identificati da una percentuale veramente bassa, rispettivamente pari al 14% e al 18% degli intervistati, mentre la perdita di udito è stata citata in modo scorretto dal 21% degli intervistati come correlata a un tumore della testa e del collo.
Ad allarmare gli esperti è che, mentre la maggior parte delle persone ha riconosciuto che i tumori della testa e del collo possono colpire faringe e laringe, oltre la metà (il 60%) crede erroneamente che questi tumori colpiscano il cervello. Molto interessante notare come questa percezione sia condivisa dal 57% del campione che lavora in ambito medico-sanitario, evidenziando la tendenza a credere che tutti gli organi di quella parte del corpo possano essere colpiti da un tumore della testa e del collo. Un'altra parte degli intervistati ha identificato in modo non corretto altre parti del corpo come l’esofago e gli occhi.
«I tumori della testa e del collo colpiscono persone di tutte le età ed estrazioni sociali. Raccomando chiunque sia preoccupato da alcuni di questi sintomi di recarsi immediatamente dal proprio medico curante. Allo stesso tempo», ha sottolineato il professor Jan Vermorken dell’Antwerp University Hospital, in Belgio, «i medici che dovessero visitare pazienti che presentano un’ampia gamma di sintomi e fattori di rischio della patologia, assicurino un precoce riconoscimento dei sintomi, della diagnosi e del trattamento».

La testimonianza di un paziente
Josef Van der Poel, un paziente belga di 64 anni, così ha raccontato a Barcellona: «Il mio tumore è iniziato con un semplice mal di gola, qualcosa che poteva essere collegato a un comune raffreddore. Inoltre non ho mai fatto parte di uno di quei gruppi di soggetti definiti a rischio, visto che non ho mai fumato o bevuto eccessivamente. Quindi nel mio caso la diagnosi precoce è stata vitale per il fatto che il mio tumore sarebbe potuto avanzare senza essere riconosciuto fino a quando non fosse stato troppo tardi».
I trattamenti dipendono dallo stadio e dalla localizzazione della patologia come dallo stato generale di salute del paziente. I pazienti con una patologia allo stadio iniziale sono trattati sia con radioterapia che chirurgia. I pazienti con stadi avanzati ricevono una combinazione di modalità differenti di trattamenti, inclusa la rimozione chirurgica, la radioterapia e la chemioterapia. I pazienti con tumori che non possono essere asportati chirurgicamente possono essere trattati con la sola radioterapia, radioterapia in associazione con la chemioterapia o radioterapia in associazione con una terapia mirata che colpisce e distrugge in modo specifico le cellule tumorali. Quando la patologia è recidivante e/o metastatica sono disponibili numerose opzioni di trattamento, compresa la sola chemioterapia, la chemioterapia associata a una terapia mirata e la migliore terapia di supporto.

I tumori testa/collo sono sottostimati
Nonostante il numero di persone colpite da un tumore della testa e del collo in Europa, l’indagine About Face ha messo in evidenza come il 20% degli intervistati ritenga che questo tipo di tumore colpisca meno di 1.000 persone in Europa (pari a un valore cento volte inferiore a quello corretto): ciò è indicativo di come l’impatto di questa patologia sia sottostimato. Meno di 1 persona su 3 individua correttamente che attualmente i tumori della testa e del collo colpiscono più di 100.000 persone in Europa. Tre quarti degli intervistati sa che alcuni stili di vita aumentano il rischio di sviluppare un tumore della testa e del collo, ma si sono limitati agli ovvi fattori di rischio legati al fumo e al consumo eccessivo di alcol. La conoscenza di alcuni dei fattori di rischio meno conosciuti è bassa: il 70% degli individui, infatti, non è consapevole che l’esposizione al sole e un’età superiore a 40 anni aumentino il rischio di sviluppare un tumore della testa e del collo. In più solo il 15% ha riconosciuto come l’HPV possa avere un impatto sulla probabilità di sviluppare questa patologia.
L’indagine About Face è stata condotta in sette Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Svezia e Regno Unito, per un totale di 7,520 interviste. I risultati e le analisi sono stati elaborati dalla TNS Healthcare, con il supporto dell’European Head and Neck Society (EHNS) e il finanziamento di Merck KGaA.

“Perché proprio a me?”, un libro di Melania Rizzoli
«Mi chiamo Melania, sono un medico e sono guarita dal cancro. Ho avuto un tumore inoperabile, invasivo, aggressivo e recidivante. L'ho affrontato. L’ho curato. L'ho guarito. Sono un esempio positivo. Racconto la mia storia per chi è in difficoltà. Per quelli che pensano di non farcela, per quelli che hanno paura, che si disperano, che sono smarriti e che credono che la loro vita stia per finire».
“Perché proprio a me?” Quante volte mi sono sentito rivolgere, nella mia lunga vita di medico, questa domanda. Quante volte l’ho immaginata sorgere d’improvviso dentro la coscienza, come un potente colpo che ferisce l’anima; quante volte l’ho vista silenziosa, ma più penetrante di una voce urlata, brillare dentro agli occhi che hanno incrociato il mio volto». Così scrive Umberto Veronesi nella prefazione al libro, toccante e spiritoso allo stesso tempo, con cui Melania Rizzoli racconta la sua personale battaglia contro il cancro da un duplice punto di vista: quello di medico, che ha lungamente lavorato in un reparto oncologico, e quello di paziente affetta da un tumore del sangue.
Forte di una profonda fiducia nei progressi della ricerca e di un innato ottimismo, dopo il fallimento delle terapie classiche Melania ha intrapreso la strada del trapianto di cellule staminali che dava risultati impensabili fino a venti anni fa e ora ha cambiato il destino di alcuni tipi di tumore maligno, una volta definiti “senza speranza”.
I proventi netti della vendita del libro saranno devoluti dall’autrice interamente all’AIL.
Melania Rizzoli, Perché proprio a me? Come ho vinto la mia battaglia per la vita, Sperling & Kupfer, pagg. 222, € 15,00.

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