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La lotta ai tumori avanza

Monica Melotti, N. 10 ottobre 2008

La lotta ai tumori non conosce sosta, cercare di debellare il male del secolo è l’obbiettivo della scienza medica. Per la prima volta nella storia, all’inizio di questo millennio, la mortalità di cancro in Europa ha iniziato a diminuire. La prima causa di questa svolta è stata la prevenzione, attraverso gli stili di vita corretti, i programmi di screening, ma molto hanno fatto anche le nuove molecole in grado di colpire in modo intelligente la cellula malata. All’ultimo congresso della società americana di oncologia, l’Asco a Chicago dove si riuniscono i più importanti luminari, sono state presentate le ultime novità per sconfiggere il cancro. “Prevenzione Tumori” ha scelto le più innovative.

Pericolo amianto: nuove molecole per il mesotelioma
I tumori da inquinamento ambientale, primo fra tutti il mesotelioma pleurico causato dall'esposizione all'amianto, è stato studiato in maniera approfondita. Nuove speranze arrivano da molecole innovative dimostratesi capaci di aumentare la sopravvivenza a questa patologia, ma, avvertono gli esperti, il numero dei casi è destinato ad aumentare in tutto il mondo. "Il mesotelioma è una forma di cancro in aumento", afferma Armando Santoro, direttore del dipartimento di Oncologia-Ematologia della Clinica Humanitas di Milano "Risulta in aumento in tutti i paesi occidentali, inclusa l'Italia. Finora da noi si registravano in media 700 casi l'anno, ma le stime indicano che i nuovi casi diventeranno annualmente oltre 2 mila nell'arco del prossimo decennio, quasi triplicandosi". Si attende cioè un picco di morti, e questo perchè la malattia si manifesta circa 40 anni dopo il contatto con l'amianto. Dunque, gli esperti si aspettano numerosi casi fra quanti hanno lavorato in passato in cantieri navali, edili e in altre aree cariche di amianto prima che l'Italia, nel 1992, dichiarasse lo stop all'uso di questo materiale. Ed il problema riguarda anche gli Stati Uniti dove, si registrano 5 mila nuovi casi l'anno. "C'e' un allarme legato a questo tipo di tumore, raramente operabile e spesso letale", continua Santoro. "Anche se l'Italia e' impegnata in opere di bonifica il problema e' che in vari casi l'amianto dismesso e' finito in discariche abusive, con conseguente rischio di esposizione per i cittadini. Ancora oggi, zone maggiormente a rischio sono quelle legate alla presenza di ex industrie, come CasalMonferrato, zone del Napoletano e della Sicilia, oltre che le aree portuali".
Contro il mesotelioma arrivano però oggi nuove molecole terapeutiche, come una di ultima generazione (Pemetrexed) la cui efficacia nell'aumentare il periodo di sopravvivenza dei pazienti e' stata dimostrata da vari studi presentati all'Asco, tra i quali uno internazionale cui ha partecipato anche la Clinica Humanitas. La molecola si e'confermata efficace, oltre che contro il mesotelioma, anche nel contrasto al cancro del polmone, ritardando del 50% il tempo necessario al tumore per progredire ed aumentando dunque gli indici di sopravvivenza. Passi avanti non da poco: con 1,3 milioni di nuovi casi l'anno il cancro del polmone e' infatti riconosciuto tra le principali malattie letali a livello mondiale ed il mesotelioma e' ancora una delle neoplasie più complesse da trattare.

Test del sangue per identificare il tumore ai polmoni
Sono soddisfacenti i primi risultati della sperimentazione di un test del sangue per predire il rischio di contrarre il tumore al polmone nei fumatori. Il test servira' anche a diagnosticare il tumore nello stadio iniziale. I primi risultati sul test, ancora in una fase preliminare di studio.Un traguardo che potrebbe risultare decisivo, dal momento che l'alta mortalita' per questa patologia e' oggi appunto legata alla diagnosi tardiva, causata dalle difficoltà ad individuare questa forma di cancro al suo esordio. A mettere a punto la nuova metodica diagnostica sono stati i ricercatori dell'Università' di Colonia, in Germania. "I test è risultato capace di identificare il tumore al polmone in uno stadio precoce e anche di predire il rischio nei fumatori di insorgenza della malattia entro due anni", spiega il coordinatore dello studio, Thomas Zande. "Un passo fondamentale che permette di mettere a punto migliori terapie contro questa neoplasia che resta tra quelle a Piu’ alta mortalità".

Tumore all’utero si cura con cilindri radioattivi
Cilindri radioattivi inseriti nella vagina che emettono gradualmente radiazioni per il trattamento del tumore dell'endometrio, la forma più comune di cancro dell'utero. E' una tecnica innovativa, definita brachiterapia, che un nuovo studio ha dimostrato essere efficace quanto laterapia con radiazioni esterne. La differenza e' nella migliore qualità di vita delle pazienti e nella riduzione sostanziale della tossicità ed effetti collaterali. Lo studio, di fase tre, e' stato condotto dai ricercatori dell'università olandese di Leida. La brachiterapia e' efficace nel prevenire le recidive del tumore dell'endometrio tanto quanto la radioterapia, ma con minori effetti collaterali per le pazienti.
Lo studio e' stato effettuato su un campione di 427 donne già sottoposte ad intervento chirurgico: 213 hanno ricevuto la brachiterapia e 214 radioterapia esterna. A distanza di tre anni i ricercatori hanno osservato che non vi erano differenze sostanziali nell'incidenza dei casi di recidiva, dimostrando dunque l'efficacia della brachiterapia, mentre differenze notevoli si evidenziavano per gli effetti collaterali: nelle pazienti trattate con radioterapia esterna, infatti, il grado di tossicita' a livello gastrointestinale era molto piu' elevato, con diarrea e altri disturbi fortemente limitativi della qualità di vita delle pazienti."Sulla base di questi dati - ha affermato il coordinatore dello studio, Remi Nout - ci aspettiamo che la brachiterapia vaginale venga in futuro adottata come nuovo standard di cura per questa neoplasia.
Questo trattamento, infatti, e' piu' semplice ma efficace quanto la radioterapia, e soprattutto permette alle pazienti di avere una migliore qualità di vita durante e anche dopo la terapia".

Acido zoledronico per il tumore al seno
Nuovi passi avanti nel trattamento del cancro al seno arrivano dall'acido zoledronico, molecola che rallenta la distruzione delle ossa prodotta dalle metastasi e che e' utilizzata contro l'osteoporosi: uno studio dell'università di Vienna ha infatti dimostrato che l'acido ha anche importanti effetti terapeutici nelle donne con cancro al seno in fase precoce, riducendo il rischio di recidive del 36%.Lo studio, condotto su 1.803 pazienti ha dimostrato infatti che l'associazione dell'acido alla terapia ormonale dopo l'intervento chirurgico migliora significativamente i benefici ottenuti con la sola terapia ormonale, riducendo appunto del 36% il rischio di recidive o decesso."La scoperta che l'acido, oltre a prevenire il danneggiamento delle ossa nelle donne in trattamento per cancro al seno, può anche ridurre il rischio di ricomparsa del tumore, e' molto importante. Ora infatti - ha affermato il coordinatore dello studio Michael Gnant - gli oncologi potranno migliorare ulteriormente lo standard terapeutico per queste pazienti".
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms), ogni anno nel mondo sono circa 500 mila i decessi causati da recidiva o metastasi del cancro al seno, e l'incidenza di questa neoplasia e' aumentata negli ultimi decenni.

Molecola dolce per ridurre il tumore del seno
Una molecola innovativa che agisce sul tumore del seno riducendone le dimensioni e rendendo cosi più facile il ricorso ad una chirurgia più 'soft', che tenda cioè alla conservazione della mammella piuttosto che alla sua asportazione radicale (mastectomia). La sua efficacia e' stata dimostrata da due studi italiani presentati al Congresso della societa' americana di Oncologia (Asco).
I due studi, su un campione di un centinaio di pazienti, sono coordinati dall'Universita' di Modena e Reggio Emilia, con la partecipazione di altri centri italiani ed europei.
"Si è dimostrato l’efficacia della molecola lapatinib che, nella terapia prima dell'interventochirurgico, ha portato ad una riduzione notevole della dimensione del tumore", spiega l'oncologo Pier Franco Conte dell'Universita' di Modena e Reggio Emilia. "Proprio la riduzione della massa tumorale ha reso possibile la chirurgia conservativa del 50% dei casi. Dagli studi arriva anche un altro dato incoraggiante: nel 45% dei casi, dopo la terapia e l'intervento chirurgico si e' registrata una scomparsa totale della neoplasia". Ma proprio la chirurgia conservativa, secondo lo studio americano, sembra cedere sempre di più il passo all'intervento più radicale di mastectomia. Si tratta di una tendenza riscontrabile in vari casi, anche in Italia, dovuta spesso, affermano gli esperti, ad un eccessivo ricorso ad esami diagnostici molto sofisticati che metterebbero in evidenza più lesioni.

Tumori al colon: sopravvivenza quadruplicata
E' la seconda causa di morte per cancro, uccidendo ogni anno 655 mila persone nel mondo, e per questo e' definito un 'big killer'. Contro il tumore del colon (che in Italia conta 15 mila morti e 35 mila nuovi caso l'anno), sono però oggi disponibili terapie sempre più mirate e metodi d'avanguardia per predirle l'efficacia sul singolo paziente.
Risultato: la sopravvivenza media si e' negli ultimi anni quadruplicata."I nuovi studi presentati all’Asco", spiega Alberto Sombrero, primario oncologo dell'ospedale San Martino di Genova, "indicano importanti passi avanti nella terapia come la conferma del trattamento con l'anticorpo monoclonale Bevacizumab (che ha come bersaglio angiogenesi, cioè lo sviluppo di vasi sanguigni che consentono al tumore di crescere) aumenta significativamente la sopravvivenza. Inoltre, da uno studio internazionale arriva un'altra novità importante: "Si e'confermato il ruolo decisivo della proteina K-Ras che – spiega l'esperto - a seconda se presente in forma normale o mutata nel paziente, indica, rispettivamente, un maggiore o minor grado di risposta alle terapie con le molecole innovative a bersaglio mirato". Non solo farmaci, l'invito degli oncologi e'anche a non dimenticare la prevenzione. Tra le cause del tumore al colon, la dieta ha un ruolo determinante, mentre i fattori genetici incidono per un 5-10%. Quindi, tre consigli d'oro: contattare il medico se ci sono casi in famiglia, effettuare un esame di colonscopia dopo i 50 anni eseguire la dieta mediterranea. In India, dove la dieta e'essenzialmente vegetariana il cancro al colon e' praticamente sconosciuto.

Melanoma, dal DNA speranze di cura
Alla base di varie forme più aggressive di melanoma (tumore della pelle) vi sarebbe un'anomalia del Dna, con mutazioni a carico di un particolare gene. La scoperta e' dei ricercatori della Oregon Health and Science University ed apre la strada a nuove, possibili cure contro forme di melanoma finora non trattabili. I ricercatori hanno infatti scoperto che varie anomalie a carico del gene battezzato 'KIT gene' sono associate a numerose forme meno frequenti ma molto più aggressive di tumore della pelle. Lo studio ha riguardato un campione di 129 pazienti con diversi tipi di melanoma: esaminando campioni dei loro tessuti tumorali, si e' visto che la percentuale di mutazioni del dna era molto elevata a carico del gene KIT. "Se siamo in grado di definire la mutazione avvenuta, allora potranno seguire terapie mirate - ha sottolineato il coordinatore dello studio Michael Heinrich e cio' significa che, diagnosticando precocemente un melanoma, si potrà effettuare uno screening per vedere quale tipo di mutazione del dna lo caratterizza e su questa base mettere a punto migliori terapie mirate". Ed i tempi, secondo l'esperto, saranno brevi: farmaci per trattare le mutazioni alla base del melanoma potrebbero essere sviluppati già nell'arco di 18 mesi. Dunque, nuove speranze di cura per una forma di cancro tra le più gravi. "Nel prossimo futuro - ha concluso Heinrich- l'obiettivo e' effettuare test del dna per il melanoma, proprio al fine di capire meglio cosa guida la crescita del tumore e selezionare il trattamento migliore".

La lotta contro il cancro al seno approda su Second Life
Second life è uno tra i più noti mondi virtuali in Rete e adesso per la prima volta in 3D si potrà assistere alla prima fiction sul cancro della mammella, che vede come protagonisti, Paula, un avatar, e il Dipartimento di oncologia del Policlinico di Modena, guidato da Pierfranco Conte. Il progetto, tutto italiano, gode del patrocinio del Consiglio dei Ministri, del Dipartimento delle Pari opportunità e del Comune di Modena. La realtà virtuale diventa dunque teatro di una vicenda sempre più comune: il cancro al seno resta infatti la principale causa di morte per neoplasia tra le under 55, con oltre un milione di nuovi casi l'anno nel mondo.
"Raccontando la storia di Paula vogliamo spingere le donne ad essere attive sul fronte della prevenzione, ma ad affrontare anche la malattia in modo positivo", sottolinea il professor Conte. "Oggi infatti oltre l'80% delle donne colpite sopravvive".
La fiction e' ambientata nel dipartimento oncologico modenese, ricostruito fedelmente in Second Life, e ripercorre attraverso le vicende della protagonista l'intero iter della malattia, dagli esami al post-intervento. I medici che aiutano Paula sono gli stessi che ogni giorno animano le corsie del Policlinico, fra i quali lo stesso Conte. La fiction spiega 'l'Abc' della prevenzione ma mostra anche come dal cancro al seno si possa oggi guarire. La storia di Paula é visibile con qualsiasi lettore dvd e sara' messa inonda su siti Internet, web-tv e tv nazionali. Il dvd sara' inoltre distribuito a tutte le donne che si recheranno negli ambulatori del Policlinico modenese.

Indirizzi utili

I.R.C.C.S. ISTITUTO CLINICO HUMANITAS
Via Manzoni, 56 - 20089 Rozzano (Mi)
Centralino: 02 82241
Prenotazioni/informazioni: 02 82246205 / 02 82248282
www.humanitas.it
oncologia medica ed ematologia - Dott. Armando Santoro – TEL. 02 82244080

AZIENDA OSPEDALIERO - UNIVERSITARIA DI MODENA
Via del Pozzo, 71 - 41100 Modena
Centralino: 059 4222111
Prenotazioni/informazioni: 059 4222233
www.policlinico.mo.it

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