Esegui una ricerca

Informativa privacy

Skin cancer day: in aumento i melanomi sottili, raddoppiano ogni 8 anni

Annalisa Cretella, N. 8/9 agosto/settembre 2008

Il melanoma, un tumore maligno della pelle, ha registrato un incremento nell'incidenza passando dai 5-7 casi ogni 100 mila abitanti di 30 anni fa ai 10-30 casi attuali. A subire un picco di crescita sono soprattutto i melanomi sottili che raddoppiano ogni otto anni. Più in generale, a fronte del forte aumento dell'incidenza della patologia nelle nazioni industrializzate, la mortalità si è stabilizzata attorno al 15-20% dei casi. In Italia si contano circa 4 mila morti. Settemila sono invece i nuovi casi. Sono questi alcuni dei dati mersi durante i lavori dello ‘Skin cancer day’, la giornata di sensibilizzazione sui Tumori della Pelle, che si e’ tenuta in tutta Italia il maggio scorso, presentata a Milano, dal presidente di Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e malattie sessualmente trasmissibili) Mario Arico’ e da Patrizio Mulas, presidente di Adoi (Associazione dermatologi ospedalieri italiani), promotrici dell’iniziativa. . Gli esperti hanno messo in luce un dato in particolare e cioe’ che a differenza di quanto si crede, il 70% dei melanomi compare sulla pelle sana, solo nel 30% dei casi ha origine da un neo preesistente. Non vengono risparmiate neanche le parti più nascoste della cute. Tanto che, ribadiscono i dermatologi, a finire sul banco d'accusa non è solamente il sole, ma anche i fattori genetici. Il messaggio dello Skin Cancer Day è univoco: la diagnosi precoce può salvare la vita nel 95% dei casi. “Il melanoma scrive il suo messaggio sulla pelle perchè tutti possano vederlo. Sfortunatamente qualcuno vede, ma non comprende”. È racchiuso in una frase dello studioso Neville Davis il senso che quest'anno le società dei dermatologi italiani Sidemast hanno voluto dare allo Skin cancer day. Intervenire quando il melanoma è ancora localizzato nell'epidermide è fondamentale per evitare le estreme conseguenze di un tumore che dà metastasi ed è poco sensibile alla chemio e radioterapia. Quanto alle cure, come ha sottolineato Patrizio Mulas, presidente di Adoi, “la tendenza è di abbandonare la radioterapia per concentrarsi maggiormente sulle ultime frontiere della chirurgia, che danno la certezza di liberare la parte dal tumore, evitando di distruggere i tessuti vicini”. Novità potrebbero arrivare anche dagli studi più recenti, che si stanno concentrando sulle staminali del melanoma, “particolari cellule – ha spiegato Aricò - individuate nel follicolo pilifero, che potrebbero essere l'origine di tutti i tipi di tumori della cute”. Gli esperti non hanno dubbi: “La migliore ricetta è essere consapevoli dei rischi legati ai cattivi stili di vita. E avere un rapporto sano con il sole. L'esposizione deve infatti variare a seconda del tipo di pelle, della posizione geografica e di innumerevoli fattori che il dermatologo deve considerare per dare consigli personalizzati ai propri pazienti”.
Obiettivo dello “Skin Cancer Day 2008” è quello di combattere i carcinomi e i melanomi, tumori maligni della pelle che colpiscono di più rispetto agli altri, soprattutto le persone al di sopra di 40 anni. È importante evidenziare tali tumori il più presto possibile, per poter intervenire in tempo utile e salvare la vita del paziente.
Per coloro che avessero perso l’appuntamento con la giornata sul tumore della pelle, l’anno prossimo si ripetera’ l’iniziativa: i dermatologi italiani saranno a disposizione, presso le strutture ospedaliere ed universitarie, per informazioni, distribuzione di materiale esplicativo,e/o visite gratuite alle persone appunto con più di 40 anni. I cittadini potranno ricevere le giuste risposte ai dubbi ed alle problematiche legate alla presenza di nei, soprattutto se numerosi o di recente e rapida insorgenza, alla esposizione solare e consigli utili per la opportuna prevenzione dei tumori cutanei. Nell’edizione 2008 sono stati circa 100 i Centri Dermatologici aperti al pubblico, lungo tutto il paese.

Le cifre in italia
I tumori maligni della pelle sono molto frequenti: in Italia ogni anno si osservano circa 135 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, complessivamente oltre 65.000 nuovi malati.
L’obiettivo primario dello “Skin Cancer Day 2008” è proprio la prevenzione dei tumori epiteliali cutanei e del melanoma. Il carcinoma basocellulare, più frequente negli uomini, è la più comune neoplasia cutanea nella popolazione bianca. Tra i fattori predisponenti bisogna annoverare: il fototipo, l’esposizione alle radiazioni ultraviolette, le radiazioni ionizzanti, le cicatrici da ustioni o le ulcere croniche. Il carcinoma spinocellulare o epidermoide è una proliferazione maligna in grado di metastatizzare. Talvolta prende origine da una lesione precancerosa. Come fattori predisponenti ambientali bisogna considerare principalmente l’esposizione solare, il fototipo e le abitudini di vita. Il tumore può assumere diversi aspetti clinici. Il melanoma, tumore biologicamente maligno, dà metastasi ed è poco sensibile alle chemio-radioterapie, con alto rischio di mortalità.
Se diagnosticato nella sua fase iniziale il tasso di guarigione si aggira intorno al 95% dei casi.
Nel 70 % dei casi il melanoma compare sulla pelle sana mentre nel 30% dei casi insorge su un nevo preesistente. Si localizza più frequentemente agli arti inferiori nelle donne e al torace nell’uomo.

Una buona notizia: mortalita’ in calo
A fronte del costante aumento della frequenza del melanoma, il tumore maligno piu' importante della pelle, vi e' una riduzione della mortalita' di circa il 2%. I dati sono emersi nel corso della giornata dedicata alla prevenzione del melanoma. "Proprio grazie alle campagne di informazione si e' riusciti ad ottenere questo risultato", ha dichiarato Patrizio Mulas, presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ospedalieri (ADOI). Controlli e prevenzione quindi, soprattutto fra i 30 e i 60 anni, ma anche attenzione alla pelle dei neonati, perche' seppur raro (0,3% di tutti i melanomi), un melanoma in eta' pediatrica e' comunque possibile. E poi l'autoesame, "fondamentale perche' siamo noi i guardiani della nostra pelle - continua Patrizio Mulas. - Il cambiamento repentino di un nevo preesistente (colori, margini, dimensione, superficie e forma), la comparsa di un nuovo nevo o di segnali come arrossamento, prurito o sanguinamento di una lesione cutanea pigmentata o no, sono i segnali che devono indurci a richiedere una visita dermatologica, perche' riconoscere un melanoma nelle sue fasi iniziali significa guarire nella quasi totalita' dei casi".

Melanoma: dalla presidenza della repubblica un segnale importante
Una diagnosi precoce di melanoma effettuata nelle fasi iniziali della malattia, quando e' ancora confinata negli strati superficiali della pelle, permette di ottenere la guarigione nella pressoche' totalita' dei casi. Questo il messaggio ripetuto a piu' voci nel corso della giornata dedicata al melanoma, il Melanoma Day, un'iniziativa patrocinata dalla Presidenza della Repubblica che ha allestito appositi spazi, all'interno del Quirinale, per un check up dermatologico dei suoi dipendenti. "E' importante che questo messaggio di prevenzione passi proprio per le stanze del 'palazzo' - dichiara Patrizio Mulas, presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ospedalieri (ADOI) - perche' dalle Istituzioni, dai Ministeri devono arrivare messaggi convincenti: il melanoma e' il tumore piu' grave e piu' facilmente individuabile perche' si fa vedere, 'scrive' un messaggio sulla pelle che deve essere interpretato nel minor tempo possibile. Troppo spesso i giovani arrivano in visita con melanomi avanzati e spesso e' gia' troppo tardi; se avessero adottato la politica della prevenzione e del controllo probabilmente si sarebbe eliminato il problema in maniera definitiva". L'incidenza del tumore maligno piu' importante della pelle e' aumentata considerevolmente negli ultimi anni, seconda soltanto a quella dei carcinomi, e raggiunge i picchi massimi in Australia (40-50 casi ogni anno per 100.000 abitanti) e in America, "dove ogni ora una persona muore di melanoma". Ovviamente le popolazioni a carnagione chiara sottoposte ad irraggiamento solare cospicuo sono piu' a rischio, ma anche il nostro sole puo' far molto male e bisogna proteggersi. Da tutti i dati emergono quelli che sono i due fattori di rischio piu' importanti: l'esposizione solare abituale ed i fattori genetici.

Tumori: dermatologo, doppio melanomi con 'trauma' abbronzatura
Tutto l'anno in ufficio, e poi, con le sospirate ferie, una 'full immersion' di sole, nella convinzione che bastino pochi giorni da 'lucertola' per avere una bella pelle dorata. Ma cosi' non e': il "trauma da abbronzatura", cioe' l'esposizione improvvisa di una pelle chiara, a ore e ore di raggi solari, puo' avere conseguenze gravi. Non a caso negli ultimi dieci anni i melanomi, i tumori cutanei a piu' alta malignita', sono raddoppiati. E' l'allarme lanciato da numerosi dermatologi in occasione dello skin cancer day. Secondo gli esperti se si vuole limitare il proliferare dei tumori alla pelle, bisogna anzitutto agire sulle cattive abitudini di vita. Non si puo' stare al chiuso tutto l'anno e poi farsi una settimana ai tropici, sempre sotto il sole, perche' la pelle cosi' la distruggiamo. Fortunatamente, a fronte della crescita del numero dei melanomi sono in diminuzione quelli in stato avanzato, segno che si riesce a intervenire in tempo, di piu’ rispetto al passato. Tuttavia il problema resta, ed e' un problema sociale. Con l'aumento del benessere, dei ceti medi, negli ultimi decenni sempre piu' persone fanno ferie esotiche. Inoltre, si ricorre sempre piu' spesso alle lampade abbronzanti, dannosissime per l’epidermide. Gli esperti raccomandano un'abbronzatura "graduale", e naturalmente l’uso di creme creme e prodotti di fotoprotezione.

Il melanoma
Il melanoma rappresenta il tumore maligno più importante della pelle, che trae origine dai melanociti, cellule localizzate nell’epidermide deputate alla produzione del pigmento.
La sua incidenza, negli ultimi anni, è aumentata in modo considerevole, seconda soltanto a quella dei carcinomi, ma di rilevanza sociale nettamente superiore per l’elevato indice di mortalità.
Attualmente sono considerati fattori di rischio per il melanoma:

  1. Fototipi I-II, vale a dire soggetti con cute chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi.
  2. Le scottature solari, specie se contratte in età pediatrica.
  3. La presenza di numerosi nevi melanocitici
  4. La familiarità in parenti di 1° grado
  5. La presenza di nevi congeniti, soprattutto se di grandi dimensioni.
  6. L’immunodepressione

Il trattamento d’elezione per il melanoma è quello chirurgico, ma la prognosi è strettamente correlata allo spessore della lesione.
Una diagnosi di melanoma effettuata nelle fasi iniziali della malattia, quando questa è ancora confinata negli strati superficiali della pelle, permette di ottenere una guarigione nella pressoché totalità dei casi.

I carcinomi
I carcinomi compaiono quasi esclusivamente nelle persone anziane, sopra i 60 anni; si riscontrano soprattutto nelle aree di cute esposte al sole: volto (in oltre il 90% dei casi), collo, cuoio capelluto, dorso delle mani.
Sono particolarmente colpiti i soggetti con carnagione e occhi chiari, capelli rossi o biondi, che si scottano facilmente al sole e soprattutto che hanno esposto per molti anni la loro pelle al sole, come i pescatori e gli agricoltori. Oggi si osservano anche in soggetti che si espongono eccessivamente alle radiazioni Ultraviolette per motivi estetici alla ricerca dell’abbronzatura permanente.
L’esposizione cronica al sole induce: in tutte le persone un invecchiamento precoce della pelle;
in un certo numero di persone (4 ogni 1000) delle lesioni precancerose (anzi da alcuni studiosi ritenute carcinomi iniziali, in situ) chiamate cheratosi solari o senili; carcinomi basocellulari e spinocellulari (rispettivamente 95 e 30 nuovi casi all’anno ogni 100.000 abitanti)
I carcinomi si presentano in generale come lesioni rilevate (noduli) che erodono la pelle, provocando la formazione di una ferita, un’ulcera, che non guarisce mai.

A guardia della nostra pelle: l’autoesame
Per riconoscere il melanoma non va trascurata l’importanza dell’autoesame, perché siamo noi i primi guardiani della nostra pelle.
I segnali cui si deve prestare attenzione ed indurre a richiedere una visita dermatologica sono:

  1. Il cambiamento repentino di un nevo preesistente: colore, margini, forma, dimensioni, superficie.
  2. La comparsa di un nuovo nevo, chiazza, neoformazione anche se non colorata su di una zona di cute integra.
  3. La comparsa di segnali come un arrossamento, prurito o sanguinamento di una lesione cutanea pigmentata o no.

A questo proposito, è stata anche introdotta la famosa regola dell’A-B-C-D-E (Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensioni, Evoluzione) nella valutazione di una lesione pigmentaria. Una lesione cutanea pigmentata in modo irregolare, asimmetrica, con bordi irregolari e di dimensioni superiori ai 5-6 mm. è una lesione da controllare. Tuttavia, i nevi sono strutture dinamiche, in altre parole soggette a cambiamenti delle loro caratteristiche nel corso del tempo. Quello che si deve cogliere, quindi, sono le modificazioni che avvengono nel corso di poche settimane o mesi, non quello che avviene per evoluzione naturale nel corso degli anni. Tutto questo non deve e non può indurre le persone a far diagnosi di melanoma ma soltanto a stimolare una visita dermatologica di controllo.
Riconoscere un melanoma nelle sue fasi iniziali significa guarire nella pressoché totalità dei casi!La diagnosi strumentale dei tumori della pelle

  1. La diagnosi precoce dei tumori della pelle, soprattutto quella del melanoma, rappresenta un passo fondamentale per la facile gestione terapeutica dei pazienti affetti e consente curve di sopravvivenza più favorevoli.
  2. La diagnosi precoce richiede sia l’osservazione clinica che quella strumentale. Quest’ultima consente un aumento dell’accuratezza diagnostica, soprattutto su lesioni difficili da diagnosticare clinicamente.
    Gli strumenti diagnostici servono per accedere ad aspetti morfologici delle lesioni che non sono visibili a occhio nudo e che sono dirimenti dal punto di vista diagnostico, in quanto a) ingrandiscono (ingrandimenti variabili da 10X, come per il dermatoscopio, a 1000X, come per il microscopio confocale, b) permettono di vedere con modalità diverse da quelle della normale visione (epiluminescenza, luce polarizzata).
  3. Il follow-up digitale si basa sulla comparazione degli aspetti dermoscopici delle lesioni pigmentate seguite a intervalli di tempo regolari, allo scopo di cogliere lievi modificazioni morfologiche che possono essere predittive per trasformazione maligna.
  4. La “digital total body photography” si basa invece sulla valutazione fotografica dell’intera superficie cutanea del paziente secondo schemi prestabiliti, alle ricerca di nuove lesioni o di lesioni in evoluzione.
  5. L’impiego del “microscopio laser confocale”, che ingradisce le lesioni di 1000 volte, consente infine un ulteriore aumento dell’accuratezza diagnostica per il melanoma

Indirizzi utili

A.D.O.I.
Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani
c/o ITALYMEETING s.r.l.
Via Parsano, 6/b - 80067 Sorrento (NA)
Tel. 081 8784606 - 081 8073525
E-mail: adoisegreteria@italymeeting.it

SIDeMaST
Segreteria Organizzativa
Via Aldo Moro, 22 - 25124 Brescia
Tel. 030 2423450 Fax 030 2452826
Sede legale SIDeMaST
c/o studio Stefanutti
Via Solferino, 53 - 25121 Brescia

Istituto Dermopatico dell'immacolata - IRCCS
Via Monti di Creta, 104 - 00167 Roma
Centralino: 06 66461
Prenotazioni/informazioni: 06 66463380
www.idi.it
Oncologia Prof. Paolo Marchetti 06 664633.86 - .81

Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Nazionale dei Tumori
Via Venezian, 1 - 20133 Milano
Centralino: 02 23901
Prenotazioni/informazioni: 02 23902541 - 02 23904000
www.istitutotumori.mi.it

Torna ai risultati della ricerca