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Salviamoci dai radicali liberi

Lara Bettinzoli, N. 6 giugno 2000

Le molecole instabili di ossigeno, denominate comunemente radicali liberi, vengono prodotte durante i normali processi metabolici, man mano che le cellule dell'organismo trasformano il cibo in energia. Il nostro sistema difensivo, che comprende diversi enzimi antiossidanti (SOD, catalasi e glutatione perossidasi), ha lo scopo di mantenere i radicali liberi in limiti accettabili. Quando il loro numero è sotto controllo non sono dannosi; anzi, sono utili all'organismo perché collaborano con il sistema immunitario ad eliminare le malattie, uccidendo i batteri che penetrano nel nostro corpo; inoltre contribuiscono a produrre le contrazioni della muscolatura liscia dei vasi sanguigni, ed aiutano a controllare la circolazione modificando il tono dei tessuti che rivestono i vasi. Quando però sono prodotti in eccesso possono danneggiare seriamente le varie strutture della cellula (soprattutto la membrana), i lipidi, le proteine e i carboidrati, ma anche arrivare a disturbare il patrimonio genetico, il DNA, intervenendo quindi nella promozione del cancro.
Il bombardamento giornaliero di questi "nemici" della nostra salute può contribuire allo sviluppo di molte malattie come quelle cardiache e vascolari, cataratta, ictus, asma, pancreatite, malattie infiammatorie del colon come diverticolite, colite ulcerosa, ulcere peptiche, insufficienza cardiaca congestizia, morbo di Parkinson, anemia mediterranea, leucemia, artrite reumatoide, emorragia cerebrale, ipertensione e tumori (i radicali liberi sono sospettati di provocare il cancro polmonare, il cancro del collo dell'utero, della pelle, dello stomaco, della prostata, del colon e dell'esofago).
Nel caso dei tumori i radicali colpiscono in profondità l'interno delle cellule, danneggiano il nucleo che contiene il DNA attaccando gli zuccheri e i fosfati che formano la "colonna vertebrale" della doppia elica (il DNA è composto da due catene collegate assieme che formano una spirale o doppia elica).
Il risultato è che la cellula può cominciare a crescere in modo incontrollato, provocando escrescenze maligne e tumori. Quando i radicali colpiscono una cellula tendono ad innescare una reazione a catena, con altri radicali che colpiscono altre cellule, moltiplicando quindi il potenziale dannoso. Uno dei massimi esperti internazionali dei radicali liberi, Catherine Rice-Evans, direttore del Gruppo di ricerca sui radicali liberi della Guy's Medical School di Londra, spiega come i radicali liberi possono contribuire allo sviluppo di processi cancerosi: "All'interno della parete cellulare ci sono diversi componenti che svolgono differenti compiti. I radicali liberi attaccano i lipidi e danneggiano la membrana cellulare causando la distruzione di queste componenti. Si può paragonare tutto ciò a un uovo che viene danneggiato e rotto: il suo contenuto fuoriesce e si rompe. Un punto importante è la reazione a catena che si crea e che è responsabile del danno alle membrane e che, al tempo stesso, induce una morte prematura della cellula o un'alterazione della sua risposta agli ormoni e ai neuroni. I radicali liberi danneggiano anche i sistemi enzimatici sregolando così importanti reazioni interne al nostro corpo; inoltre possono causare mutazioni genetiche nelle nostre cellule inducendole a trasformarsi in cellule maligne (cancro)".
È dimostrato scientificamente che alcuni semplici accorgimenti sono in grado di ridurre il rischio di un tumore. Un ruolo fondamentale in questo approccio preventivo è svolto dalla nutrizione. Alimentarsi in maniera corretta significa da un lato introdurre una serie di sostanze, in primo luogo gli antiossidanti, in grado di proteggere l'organismo, dall'altro evitare il consumo di cibi per i quali è invece documentato un effetto sfavorevole nei confronti dei tumori. Secondo l'American Institute for Cancer Research consumare quotidianamente almeno cinque porzioni di frutta e verdura equivale a ridurre il rischio di cancro del 20% (un'alimentazione ricca di vegetali è certamente associata a un minor rischio di tumore al polmone o a uno del colon o del retto; al contrario, una dieta eccessivamente ricca di grassi aumenta il pericolo di tumori del colon e della prostata. Per quanto riguarda gli altri alimenti, all'alcol è riconducibile un aumento dei tumori mammari, mentre una vita sedentaria e l'eccesso di peso sono associati a un maggior pericolo di sviluppare tumori dell'intestino (colon e retto), del seno e probabilmente della prostata). Se poi si seguono tutti i dettami di un'alimentazione corretta, si pratica attività fisica e si evita il sovrappeso, la diminuzione del rischio può raggiungere il 30-40% e può diventare addirittura del 60-70% per il fumatore che, oltre a introdurre queste norme di igiene di vita, decide di smettere di fumare.
Il nostro organismo ha una sua difesa naturale contro i radicali liberi: alcuni enzimi hanno il compito di combatterli e di arginare i danni che questi provocano a livello cellulare. I principali sono la superossidodismtasi, la catalasi che elimina il perossido d'idrogeno (grazie a questa azione la catalasi contribuisce a prevenire il danno cellulare, come la rottura dei filamenti del DNA) e la glutatione perossidasi che è anche più importante della catalasi nell'eliminazione del perossido d'idrogeno.
Numerosi studi confermano che anche i micronutrienti antiossidanti che assumiamo con l'alimentazione, in particolare i carotenoidi, le vitamine C ed E, sembrano avere importanti funzioni di difesa contro il cancro.
Queste sostanze bloccano la formazione dei prodotti chimici carcinogeni nello stomaco, proteggono il DNA e le membrane lipidiche dal danno ossidativo e rafforzano la funzionalità immunitaria.
La vitamina E ha un'azione fortemente inibitoria nei confronti di alcuni tumori, primo fra tutti quello della mammella. Associata al beta-carotene ha anche un'azione preventiva nei confronti del tumore gastrointestinale e polmonare. Questa difesa anticancro è basata sulla capacità della vitamina E di bloccare i radicali prima che penetrino in profondità nelle cellule e danneggino il nucleo e il DNA, o codice genetico. Le cellule il cui DNA è danneggiato sono più esposte a diventare cancerose. La capacità della vitamina C di bloccare i radicali liberi e le specie reattive dell'ossigeno, nonché la sua efficacia nel ridurre la produzione di sostanze cancerogene come le nitrosamine, spiegano l'interesse per questa vitamina quale fattore in grado di contribuire alla prevenzione di tumori.
La vitamina C è stata associata alla prevenzione del cancro dell'esofago, della laringe, del cavo orale, del pancreas, dello stomaco del retto e dell'utero. In più la vitamina C agisce da spazzino dei nitriti, aiutando a pulire i residui del fumo di sigaretta.
Il Beta-carotene ha la capacità di fornire una certa protezione nei confronti del cancro del polmone, del cavo orale, alla vescica e del retto. E' stato anche collegato alla protezione dei tumori cutanei, che possono essere provocati dall'esposizione alla luce ultravioletta

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