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Lotta al neuroblastoma per salvare l’infanzia

Valentina Ardia, N. 12 dicembre 2005

Per sconfiggere malattie implacabili come il Neuroblastoma, la ricerca scende in campo con tutte le forze a sua disposizione, nella speranza di salvare sempre più vite e di trovare una cura definitiva. Questo è l’obiettivo della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma.
Nella lotta al tumore purtroppo non c’è età e il Neuroblastoma colpisce proprio i più piccoli, portandogli via l’infanzia, a volte per sempre. Forse sono parole forti, ma la realtà parla a suon di dati - decisamente poco confortanti - che riportano tra le prime cause di morte in età prescolare proprio questa patologia.
Ma prima di affrontare temi di approfondimento che coinvolgono la ricerca e la sperimentazione nel nostro paese, è opportuno dare un quadro generale della malattia.

Cos’è il neuroblastoma
Il neuroblastoma è un tumore maligno embrionario del bambino, che si origina nel tessuto simpatico, da cui fisiologicamente prendono origine la midollare del surrene (ghiandola endocrina situata sul polo superiore di ciascun rene) e i gangli (addensamenti di cellule nervose con aspetto di nodo) del sistema nervoso simpatico.
Sebbene il neuroblastoma sia molto raro, tuttavia rappresenta il tumore solido più frequente nei soggetti d’età inferiore ai cinque anni. Esso costituisce il 7-10% di tutti i tumori solidi osservati in età pediatrica e presenta un’incidenza pari a circa 30 nuovi casi l’anno per quel che riguarda l’Italia. Quasi la totalità dei casi è diagnosticata prima dei 6 anni, anche perché l’incidenza nelle età successive è assai rara. Caratteristica è la scoperta in epoca prenatale, tramite ecografia. Nessun agente eziologico, ambientale, fisico, chimico o virale è stato messo in evidenza nella genesi del neuroblastoma.

Come si manifesta
Le manifestazioni cliniche sono legate alla sede di insorgenza e alla presenza notevole di metastasi. Di norma questo tumore risiede in sede addominale con una frequenza del 60-70% ed è in genere a partenza surrenalica con sintomi spesso anomali quali anoressia, vomito e dolori addominali. Il neuroblastoma intratoracico, originando nel mediastino posteriore, può causare tosse, insufficienza respiratoria, disfagia. Quello in sede paraspinale (definito tumore di Dumbell), penetrando nello speco vertebrale e comprimendo il midollo spinale, può dare difficoltà alla deambulazione fino alla paraplegia, stipsi e disturbi vescicali. Più del 60% dei casi di neuroblastoma presenta, alla diagnosi, una situazione metastatica. Le metastasi si localizzano più frequentemente nelle ossa, nel midollo osseo, nel fegato, oltre che nei linfonodi.

La diagnosi (fonti dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma)
La diagnosi del neuroblastoma va eseguita e confermata in un centro specializzato, con analisi mirate, affinché si possa definire con esattezza il grado di estensione della malattia (stadio) e decidere la cura migliore. Le indagini comprendono:

  • la scintigrafia scheletrica eseguita iniettando nel sangue un isotopo radioattivo che va a fissarsi nelle ossa ovunque esista una lesione;
  • la scintigrafia con MIBG eseguita iniettando una sostanza, la guanidina, legata a iodio radioattivo, che viene catturata solo dalle cellule di neuroblastoma, mettendo inequivocabilmente in evidenza il tumore e le sue metastasi. Si tratta di un esame non dannoso, né doloroso, che richiede una preparazione specifica, cioè l’assunzione orale di iodio (in forma di gocce di Lugol), per evitare che lo iodio radioattivo contenuto nella MIBG vada a fissarsi sulla tiroide recandovi danni anche irreparabili;
  • la biopsia, prelievo di alcuni frammenti di neoplasia dai quali acquisire informazioni importantissime sulle caratteristiche istologiche e biologiche delle cellule di neuroblastoma.

La malattia prevede quasi sempre un trattamento con farmaci antitumorali, che per essere ben tollerati dai piccoli pazienti vengono somministrati grazie al Broviac, un catetere venoso centrale, non troppo invasivo che può rimanere posizionato anche per lunghi periodi.
Dopo aver effettuato tutte le analisi del caso, è quindi possibile individuare il tipo di terapia da perseguire, tenendo in considerazione due fattori fondamentali: l’età del bambino (i bambini di età inferiore ad un anno di vita hanno in genere una prognosi più favorevole) e l’estensione della malattia, ossia lo stadio del tumore.
Gli stadi della malattia sono quattro:

  • Stadio 1: il tumore è per lo più piccolo e confinato ad un’unica sede: il chirurgo riesce a rimuoverlo facilmente e non vi sono metastasi in altri organi né tracce di cellule maligne. A questo stadio la malattia non richiede una terapia postoperatoria.
  • Stadio 2: il tumore è più esteso, ma ancora circoscritto; l’asportazione chirurgica lascia residui minimi che a volte riescono a raggiungere la colonna vertebrale. Alcune cellule tumorali possono penetrare nei linfonodi; in tal caso è necessario un breve periodo di chemioterapia.
  • Stadio 3: il tumore è confinato nell’area di origine e non ci sono metastasi a distanza, ma è troppo grosso per essere asportato in modo completo al primo intervento, per questo è indispensabile ricorrere alla chemioterapia per ridurre la massa tumorale e per poterla asportare chirurgicamente in seconda istanza.
  • Stadio 4: il tumore, indipendentemente dalla forma e dalle dimensioni, ha disseminato cellule tumorali in altri organi, come il midollo osseo, lo scheletro, il fegato, i linfonodi. Siamo ad uno stadio avanzato e aggressivo che necessita di un intenso trattamento chemioterapico.
  • Stadio 4 S: si tratta di una forma speciale di neuroblastoma che insorge nei primi mesi di vita, con una presenza multipla di metastasi in zone come la cute e il fegato. A questo stadio la malattia può regredire completamente in modo spontaneo e, solo in alcuni casi, può essere necessario un breve ciclo di chemioterapia. Il tumore primitivo, spesso piccolo, può essere asportato subito, oppure dopo che le lesioni metastatiche siano almeno parzialmente regredite.

Le cure
Sono tre i trattamenti consolidati e maggiormente diffusi per la cura del neuroblastoma: chirurgia, radioterapia e chemioterapia.
Chirurgia
Prevede l’asportazione totale (intervento radicale) o parziale (tramite biopsia) del tumore. A volte un intervento di biopsia viene valutato in seguito a diagnosi durante l’intervento che denota l’impossibilità di asportare la massa per intero. Ma può anche capitare che l’intervento chirurgico venga considerato solo dopo alcuni cicli di chemioterapia, condotti allo scopo di ridurre la massa tumorale quando questa non possa essere asportata in quanto in rapporto troppo stretto con organi vitali (chirurgia differita).
Radioterapia
Attraverso le radiazioni vengono eliminate le cellule tumorali. Tra le possibili modalità, molto frequente è quella interna, attraverso la somministrazione endovenosa di un isotopo radioattivo (I133) coniugato ad un veicolo “selettivo” in grado di catturare solo le cellule tumorali e quindi di ucciderle.
Chemioterapia
Si basa sulla somministrazione, quasi sempre per via venosa, di farmaci cosiddetti antiblastici che, con meccanismi diversi, uccidono quei tipi di cellule che si moltiplicano rapidamente. Tra queste, oltre le cellule tumorali, vengono colpite anche le cellule sane come quelle del sangue e della mucosa gastrointestinale.
I farmaci antiblastici vengono somministrati per un breve periodo e in dosi non elevate quando si tratta di distruggere un piccolo residuo tumorale, dopo che l’intervento è stato quasi completamente radicale. Quando ciò non è possibile, perché la neoplasia è troppo sviluppata o vi sono metastasi, l’atteggiamento terapeutico utilizzato pressoché da tutti, è quello di somministrare farmaci antiblastici in dosi importanti per un breve periodo, allo scopo di distruggere il maggior numero possibile di cellule tumorali.

Fondazione italiana lotta al neuroblastoma
C’è chi lotta tutti i giorni per sconfiggere il neuroblastoma: è la Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma di Genova. Obiettivo primario della Fondazione è raggiungere la più profonda conoscenza biologica del neuroblastoma, al fine di sviluppare la cura che renda questo tumore guaribile. Obiettivo raggiungibile attraverso lo sviluppo e il potenziamento di un vero e proprio polo di ricerca. Il Presidente della Fondazione, Sara Costa, ci racconta con quanta passione e volontà vengono portati avanti progetti concreti per migliorare il futuro dei piccoli pazienti affetti da neuroblastoma. "Puntare sulle risorse umane, sulle persone, questo è quello che la Fondazione sta facendo ormai da anni. Mentre in Italia i ricercatori fuggono all’estero per poter avere sostegno e mezzi, noi ci impegniamo al massimo per fornire non solo materiali e strumentazioni ai nostri dottori, ma anche contratti di lavoro".
Da qui nasce l’idea di un laboratorio specializzato "grazie al quale è possibile portare avanti la sperimentazione di nuovi farmaci", continua la dottoressa Costa, che ha trovato la sua sede naturale presso il Centro Biotecnologie Avanzate di Genova. In questo istituto, la Fondazione ha voluto realizzare il primo Laboratorio di ricerca interamente dedicato allo studio del neuroblastoma, riconosciuto a livello europeo come unico in Italia a valutare i parametri molecolari del neuroblastoma. I ricercatori del Laboratorio della Fondazione sono stati i primi, in Europa, ad andare a caccia dei geni del neuroblastoma, studiando i casi di neuroblastoma familiare. Questi ultimi sono sì rari, ma fondamentali per la ricerca, per poter identificare i geni che partecipano allo sviluppo del tumore. Lo studio delle famiglie con malattie specifiche è, infatti, una delle basi per la genetica che permette l’identificazione di un gene. Nell’ultimo anno, oltre a comprendere maggiormente le basi genetiche del tumore, è stato possibile identificare una serie di geni che possono essere responsabili della malignità delle cellule.
Programmi in atto:

  1. Studio dei marcatori diagnostici molecolari per meglio valutare il rischio dei bambini affetti da neuroblastoma e capire come evolverà la malattia e quali possono essere i trattamenti farmacologici migliori.
  2. Analizzare il genoma delle cellule del tumore con le tecnologie più avanzate come quella dei microarray. Questa tecnologia permette di analizzare tutto il genoma umano.
  3. Studiare specifiche parti del genoma del neuroblastoma, andando a caccia dei geni che causano il tumore e quindi studiare il modo per annullarne l’effetto, colpendoli con farmaci specifici.

Il Futuro
Il futuro si presenta pieno di possibilità e, naturalmente, in salita come avviene per tutte le attività di ricerca. Gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni saranno:

  1. conoscere sempre più a fondo il tumore, sia dal punto di vista biologico che genetico
  2. identificare con più precisione nuovi marcatori diagnostici
  3. coadiuvare il medico per meglio valutare il rischio di progressione della malattia e identificare nuove cure
  4. fornire un servizio di diagnostica avanzata per tutti i pazienti italiani affetti da neuroblastoma
  5. cooperare con altri laboratori nazionali e stranieri
  6. identificare i geni alla base della malattia
  7. continuare la formazione di giovani laureati e studenti, che desiderano interessarsi al neuroblastoma
  8. estendere il campo di attività ai tumori cerebrali del bambino, un’altra forma di tumore altamente aggressiva e che ancora oggi ha un alto indice di mortalità.

Indirizzi utili
Ospedale infantile Regina Margherita e Ospedale ostetrico ginecologico sant'Anna
Corso Spezia, 60 - 10126 Torino
Prenotazioni/informazioni: 011.6640510
http://www.oirmsantanna.piemonte.it
Neurochirurgia O.I.R.M.
dottor Lorenzo Genitori, tel. 011.3135322

Istituto G. Gaslini
Largo G. Gaslini, 5 - 16148 GENOVA
Tel. 010.6018938
Prenotazioni/informazioni: 010.5636336
Numero Verde 800.91.00.56
e-mail: neuroblastoma@neuroblastoma.org
Neurochirurgia
dottor Armando Cama, tel. 010.5636313

Azienda ospedaliero universitaria policlinico
Indirizzo via Santa Sofia, 78 - 95123 Catania
Prenotazioni/informazioni: 095.3782531
http://www.policlinico.unict.it/
Neurochirurgia
professor Vincenzo Albanese, tel. 095.3782262

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