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Da grande farò la chef

Viviana Vai, N. 8/9 agosto/settembre 2004

Francesca ha sei anni è vivace e per nulla timida. È a Pavia con la mamma Marilena e la madrina Francesca, che dall’inizio della malattia la seguono come due ombre. Il papà Franco, che, come ci racconta la piccola, fa il falegname, è rimasto ad Aradeo, un paesino ad una quindicina di chilometri da Gallipoli, con la figlia minore, Agnese, di un anno e mezzo. Francesca ama gli animali, ha una splendida collezione di conchiglie e vari oggetti marini e da grande, come sottolinea lei, vuole fare la “chef”.
“È arrivata come un fulmine a ciel sereno”, ci racconta Marilena, “la notizia che mia figlia poteva essere affetta da una grave malattia”. Tutto è iniziato il 1 aprile, “davvero un bel pesce d’aprile” ironizza Marilena, quando dopo l’ennesima notte di sofferenze della piccola Francesca, la mamma si decide a portarla d’urgenza in pronto soccorso dove le viene fatta un’ecografia addominale. Ed il risultato dell’esame si presenta, da subito, poco incoraggiante. Ma la vera origine di questa brutta storia risale al mese di gennaio, da quando cioè, Francesca comincia a lamentare insistenti dolori addominali. La famiglia Longo inizia una lunga peregrinazione tra vari medici i quali le diagnosticano da principio una gastroenterite, per la quale viene anche operata, poi un’appendicite ed infine i “vermi”. Dopo l’ecografia, che sembra, a dispetto di tutte le precedenti conclusioni, mostrare dei linfondi ingrossati, Francesca è trasferita all’ospedale di Casarano per ulteriori accertamenti. Ma nulla è detto alla mamma circa lo stato di salute di Francesca. Le frasi più ricorrenti sono “Signora, non si preoccupi” o “potrebbe essere solo una grossa infezione”. Solo il medico che esegue la Tac a Francesca, rivelatosi un ottimo diagnostico, indica quali potrebbero essere le due opzioni: neuroblastoma o linfoma. Il trasferimento verso un centro di ricerca specializzato del Nord si rende necessario. Marilena opta per il S. Matteo di Pavia, dove una parente lavora e potrà seguire da vicino le cure di Francesca. Un “giro di telefonate” del fratello di Marilena permette alla famiglia di conoscere ed entrare in contatto con la realtà dell’ANPO, che offre, in questi momenti carichi di tensione ma anche di speranza di guarigione, un alloggio. Ed è così che la piccola, dopo essere stata sottoposta ad una biopsia che mostra la presenza di un neuroblastoma, comincia, seguita dall’équipe del professor Franco Locatelli, del reparto di Oncoematologia pediatrica, una serie di cicli di chemioterapia.
Ad oggi Francesca è già stata sottoposta a ben sette cicli di chemioterapia e ad un intervento chirurgico. Una scintigrafia è stata fatta, ma Marilena, un po’ superstiziosamente, preferisce non esprimersi a riguardo. Francesca è ora in attesa di affrontare l’ottavo e ultimo ciclo di chemioterapia e tra una decina di giorni riceverà la visita della sorellina Agnese. Noi le auguriamo di poter guarire al più presto e di far ritorno così a casa, tra i suoi compagni di scuola che, tanti, le hanno spedito colorati disegni che tappezzano ora le pareti della casa ANPO.

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