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Un aiuto dalla fitoterapia

Rossella Canadč, N. 1 gennaio 2002

Quasi un milione di persone, in Italia, ricorrono alla fitoterapia, ossia alla cura con le erbe, autonomamente o sotto la guida del medico curante. Nelle patologie lievi, le piante vengono usate spesso come metodo curativo tout court, mentre in quelle più gravi, come ad esempio nei tumori, forniscono un ausilio importante alle cure. Soprattutto nelle fasi della convalescenza e come supporto alla dieta. Al rapporto tra erbe medicinali e tumori è stato dedicato quest’anno un congresso internazionale, il primo in Italia, ‘Herbal medicines and cancer’, organizzato dal servizio di fitoterapia della Asl di Empoli, che ha visto la partecipazione dei massimi esperti di tutto il mondo (Stati Uniti, Cina, India, Cuba). È stato lo stesso responsabile del servizio di fitoterapia dell’ospedale di Empoli, e organizzatore del congresso, il dottor Fabio Firenzuoli a chiarire che la pianta che guarisce dal cancro non esiste, sfatando così un’idea dell’immaginario collettivo. Per cosa vengono usate le piante nella terapia contro i tumori? Il congresso ha messo in luce il ruolo di tipo complementare nella terapia sintomatica: per combattere astenia, disappetenza, nausea, vomito; per contrastare gli effetti di chemio e radioterapia. Oppure, come terapia di tipo preventivo, da parte di soggetti che in passato hanno avuto dei tumori. La fitoterapia per la cura del cancro non può assolutamente essere considerata una medicina alternativa, ma solamente complementare. Da quando è stato aperto il servizio di fitoterapia di Empoli, quattro anni fa, qualche centinaio di persone hanno usufruito del servizio. Quasi tutti dopo averne parlato col proprio medico. A differenza degli Stati Uniti, dove solo il 50% dei pazienti avverte il medico, da noi c’è molta più razionalità. Le persone non si aspettano una cura miracolosa, ma chiedono una terapia complementare a quella che stanno già facendo. Il dottor Firenzuoli ricorda solo un caso di una donna giovane, con un carcinoma alla mammella, già con metastasi, che ha chiesto la fitoterapia in alternativa alle terapie convenzionali. “Ma era una richiesta non corretta, non pertinente dal punto di vista medico. Il problema è che, se non trovano la risposta che vogliono, vanno a cercarla da altri” spiega Firenzuoli, che mette l’accento sul pericolo costituito dalle persone che sfruttano i malati. Un esempio per tutti: il mito dell’aloe anticancro, un frullato di aloe, grappa e miele a cui alcuni si affidavano per curare i tumori. L’aloe anticancro veniva pubblicizzato anche su qualche sito Internet. Oppure, l’ultima notizia, quella della sigaretta anticancro al tè verde: tipico esempio, secondo il responsabile del servizio, di fitoterapia commerciale. “Senza considerare il fatto che questi estratti, oltre a non essere la cura miracolosa, possono avere anche effetti collaterali” aveva chiarito Firenzuoli al convegno. Le piante da prescrivere per l’ausilio nella cura dei tumori, le terapie sicure, quelle che danno risultati nel migliorare la qualità della vita e nel ridurre i sintomi (astenia, disappetenza, nausea, vomito), sono quelle con gli estratti purificati di aloe. O con le piante ad attività immunostimolante: l’uncaria tomentosa, una liana, usata nella medicina tradizionale amazzonica; o l’astragalo, che la medicina tradizionale cinese usa contro raffreddore e influenza. Il messaggio, per Firenzuoli, deve essere chiaro: assolutamente no all’automedicazione. È importante che arrivi un’informazione corretta. Era questo soprattutto lo scopo del congresso. Che non era un congresso alternativo. Aveva infatti il patrocinio del Ministero della Salute, ed era organizzato in collaborazione con la Società italiana di chemioterapia, l’Ordine dei medici, l’Università di Firenze.
Le piante medicinali sono importanti contenitori di sostanze chimiche, che possono essere utilizzate sia nella prevenzione che nella cura delle patologie tumorali. Le più promettenti, aloe e tè verde, appunto. Sono una risorsa fondamentale, perché possono dare farmaci antineoplastici, ma anche potenziare le difese dell’organismo e migliorare la qualità delle vita: per esempio, combattendo astenia, disappetenza, nausea, vomito, e contrastando gli effetti di chemio e radioterapia. Sono sempre di più le persone che si rivolgono alle medicine alternative. “Negli Stati Uniti - informa Firenzuoli - tra il 50 e l’85% dei pazienti affetti da cancro chiedono terapie a base di erbe, omeopatia, o comunque medicine alternative. In Europa la percentuale è più bassa, tra il 25 e il 30%, ma va costantemente aumentando. Da uno studio multicentrico condotto in Italia su 212 pazienti oncologici, 55 di questi (il 25,9%) hanno fatto uso di terapie alternative, in particolare erbe medicinali. I lavori scientifici che parlano di efficacia clinica sono ancora molto pochi per poter tracciare un bilancio.

La posizione della medicina tradizionale

Al congresso era presente anche la medicina tradizionale (nel comitato scientifico, il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, oncologi, radioterapisti, chemioterapisti). “Non possiamo chiudere gli occhi - dichiara Giuseppe Del Barone, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici - Se sei-sette milioni di italiani ricorrono a queste terapie, e sei-settemila medici se ne occupano, non possiamo ignorarle. Come Federazione abbiamo fatto una commissione che si sta occupando di questi temi. Conditio sine qua non, è che il protagonista resti sempre il medico, che il paziente non pretenda di fare da solo”.
Dice Teresita Mazzei, professore ordinario di chemioterapia alla facolta di medicina dell’Università di Firenze: “Il 50-70% dei nostri pazienti prendono erbe medicinali. Se si indaga, poi si scopre che l’aloe, per esempio, lo prendono tutti. Alcune hanno una vera e propria attività antitumorale, dimostrata in vitro. Il tè verde cinese, ad esempio, si è dimostrato un antitumorale, con un meccanismo di inibizione dell’angiogenesi. E quasi tutti i malati bevono non so quante tazze di tè verde al giorno. Ma non è un farmaco registrato come tale: è un integratore alimentare, o un prodotto nutrizionale. L’importante è capire cosa passa tra i dati sperimentali e quello che succede al paziente, se lo prende. Quanto ne assorbe il paziente? Quanto ne arriva al tumore che vogliamo combattere? Succede qualcosa di negativo? La gingkobiloba, per esempio, aumenta l’attività degli anticoagulanti: quindi, presenta rischi emorragici. Tutto questo va studiato e approfondito. L’azione antitumorale dell’aloe in vitro è dimostrata, ma sono necessarie tutte le fasi della sperimentazione”.
E Giampaolo Biti, ordinario di radioterapia e coordinatore del Dipartimento oncologico dell’ospedale di Careggi, Firenze: “Bisogna orientare in maniera adeguata la medicina non tradizionale, dare un ‘cappello’ razionale a questo aspetto. Si sta parlando di problemi seri, di tumori. Siamo aperti a tutto, non vogliamo mettere i bastoni tra le ruote. Ma è necessario affrontare il problema in maniera corretta”.

L’aloe
È stato appena scoperto un nuovo benefico effetto dell’Aloe vera, pianta grassa antichissima conosciuta ed utilizzata fin dal 2100 a.C. ma che non finisce mai di stupire.
Si conoscono da secoli le benefiche qualità per la pelle, specialmente in caso di scottature, ferite o piaghe, come si conosce la sua capacità di migliorare i processi digestivi e di proteggere il fegato, il suo potere antinfiammatorio, immunostimolante, antisettico, ricostituente e disintossicante.
Ora, però, gli ultimi studi hanno rivelato che l’estratto della pianta, l’aloe emodina, può essere importante in malattie come l’Aids, la depressione, le allergie e anche in alcune forme tumorali.
La scoperta è tutta italiana, precisamente opera dell’Università di Padova dove è stato verificato che l’estratto in questione svolge attività anticancerogena.
La sperimentazione sugli animali e, successivamente, su cellule del midollo osseo umane, ha dato finora ottimi risultati, pubblicati di recente sulla rivista scientifica Cancer Research.
La cosa più interessante è la bassissima tossicità, anche ad alti dosaggi, dell’estratto in questione: per questo motivo, gli studiosi pensano di poter utilizzare l’aloe-emodina soprattutto per la cura dei tumori infantili anche se, sottolineano i ricercatori, i tempi per l’applicazione dell’estratto sull’uomo sono ancora molto lontani.
Ulteriori studi, svolti in Canada, confermano che l’aloe ha la capacità di ridurre notevolmente le sofferenze e la debilitazione durante la chemioterapia e, i primi test effettuati sul virus dell’HIV mostrano che l’estratto contribuisce al rallentamento della diffusione del virus, senza peraltro determinare spiacevoli effetti collaterali.

Le piante più studiate

  • l’aloe
    balzato alla cronaca per l’utilizzo di Padre Romano, un francescano del Convento di Betlemme
  • l’olio di garofano
    è un composto a base di lievito, alghe marine, minerali e piante, messi a punto da un altro francescano, il Dr. Padre Emilio Ratti, iridologo, biologo, farmacista e medico chirurgo
  • l’uncaria
    studiata in Brasile dal Dr. Biotti, botanico, dove viene usata empiricamente come antitumorale
  • la clorella
    un’alga marina studiata dal Dr. Dadamo, biologo ed erborista
  • la vitis vinifera
    studiata dal Dr. Piterà, docente in omeopatia
  • il larus nobilis ed il buxus sempervirens
    consigliati da diversi naturopati per alcuni tipi di tumore
  • il celastrus scadens e l'actinidia chinensis
    ancora in fase sperimentale
  • la corteccia di betulla bianca
    studiata dal Dr. Meschi, iridologo e ricercatore in fitoterapia, per le sue applicazioni per i melanomi

Indirizzi utili

  • AMBULATORI DI MEDICINA NATURALE CONVENZIONATI CON IL SSN• BRESCIA
    Asl di Brescia Azienda USL 2
    Ambulatorio di Omeopatia Via Galilei Tel. 0303839272
  • LUCCA
    Ambulatorio di Omeopatia
    Via dell'Ospedale Tel. 0583970654 Numero Verde 800278526
  • EMPOLI
    Ospedale San Giuseppe
    Ambulatorio di Fitoterapia Via Paladini, 40 Tel. 0571702661
  • NAPOLI
    Ospedale San Paolo
    Ambulatorio di Agopuntura e Fitoterapia Via Terracina Tel. 0817686338
  • FIESOLE
    Azienda Sanitaria di Firenze Ospedale Civico Via Vecchia Fiesolana, 10 Tel. 0552758324
  • PALERMO
    Ambulatorio di Fitoterapia Ambulatorio Agopuntura
    Via Carmelo Lazzaro Tel. 0916662924
  • FIRENZE
    Ospedale Santa Maria Nuova
    Ambulatorio di Omeopatia, Tel. 0552758833
  • ROMA
    Ospedale San Camillo
    Ambulatorio di Omeopatia Agopuntura, Ipnosi medica Padiglioni Bassi Tel. 0658704283

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