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Di Bella lotta continua

Rossella Canadè, N. 11 novembre 2000

A Modena riceve poche persone, da due a quattro ogni giorno. Vecchi pazienti o casi che gli vengono segnalati come disperati. A due anni dalla fine della sperimentazione sulla multiterapia contro i tumori, lo studio di Luigi Di Bella non è più la meta delle scene isteriche e delle code davanti alla porta. Dopo il dichiarato fallimento della Mdb (Multiterapia Di Bella), si sono abbassati i riflettori sul caso. Al loro posto, un sito Internet (www.dibella.it), gestito dai sostenitori dello studioso modenese: studi, rassegne stampa, informazioni pratiche e soprattutto un forum che è diventato il canale di informazione. Su questo binario viaggia ora la speranza di quelli che continuano a crederci. Perché la polemica, il confronto a distanza tra la medicina ufficiale e i sostenitori del professore modenese continua.

Cos’è successo in questi due anni?
Il metodo Di Bella è stato dichiarato inefficace. È scritto nero su bianco. I numeri: la sperimentazione, costata 700 milioni, ha coinvolto 1155 pazienti, 386 malati negli studi sperimentali e 769 negli osservazionali. Ha registrato il 33% di peggioramenti e il 53% di decessi. Solo per l’1% dei malati si è registrata una risposta parziale alla terapia e nel 3% dei casi si è avuta una stabilizzazione.
Sono però diversi i dati dei sostenitori di Di Bella: il 29% di coloro che si sono sottoposti alla sperimentazione, affermano, è ancora in vita; e il 12% era da-to per spacciato dalla medicina ufficiale. Ma sulla Mdb non è stato passato un colpo di spugna: con un’ordinanza del 20 novembre 1998 è stata assicurata la prosecuzione della terapia ai pazienti arruolati nella sperimentazione che presentavano una risposta positiva o malattia stabile rispetto all’inizio del trattamento.
Quindi i pazienti la cui malattia non è progredita, o che hanno avuto un beneficio dal Mdb, hanno ricevuto gratuitamente la cura dallo stato, a condizione che ogni mese fornissero la documentazione medica sul loro stato di salute. Oggi dei 1155 pazienti arruolati per i due studi, circa il 2% riceve ancora i farmaci del Mdb. Si tratta di pazienti terminali, con attese di vita spesso valutate statisticamente tra i tre e i sei mesi, e che a distanza di due anni sono ancora in vita. Va detto che a questo gruppo di malati arruolato per la sperimentazione se ne è aggiunto un altro in virtù di una sentenza della Corte Co-sti-tuzionale che allarga l’erogazione della Mdb a pa-zienti che traggono beneficio dalla cura. Erano inizialmente circa 4mila i pazienti (cui vanno ag-giunti i 1155 della sperimentazione).
Complessivamente oggi ricevono gratis i farmaci della Mdb 334 pazienti, pari al 7,5%. Intorno al professore Di Bella ruotano oggi quattro associazioni di malati, le Aian, collegate ad una rete di medici. Sono loro a ricevere i pazienti, a seguirli, sempre in stretto contatto con Di Bella e con il figlio Giu-seppe. Un Day after, quello della sperimentazione della terapia contro il tumore a base essenzialmente di somatostatina o suoi analoghi (come l’octreotide) retinoidi, bromocriptina e melatonina, che non è fatto solo di una scia di pazienti disposti a tentare la strada Di Bella, ma che ha visto anche uno strascico giudiziario e polemico al calor bianco. Tutto inizia il 2 dicembre 1998 quando i Nas di Firenze scoprono che “1048 flaconi di soluzione ai retinoidi sono stati distribuiti dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, a 28 centri dei 60 della sperimentazione, oltre il termine massimo di tre mesi stabilito dall’Istituto superiore di sanità. Ciò comporta che 1048 pazienti hanno assunto, per un periodo oscillante tra i venti e i trenta giorni, un farmaco potenzialmente imperfetto, non più in possesso delle caratteristiche terapeutiche iniziali, sen-za escludere che la degradazione e la scomposizione dei principi attivi può aver prodotto effetti collaterali gravi specialmente in soggetti sofferenti patologie neoplastiche. Ne consegue quindi che i risultati ottenuti dalla sperimentazione sono sicuramente inattendibili e che la stessa sperimentazione debba essere quantomeno rivista” (Dal verbale dei Nas di Firenze). Questo rapporto è rimasto segreto per oltre un anno. È però sulla base di questo verbale che scattano tre inchieste giudiziarie: i fascicoli vengono aperti a Firenze, Roma e Torino. Firenze e Roma archiviano, Torino no. Il pm Raffaele Gua-riniello studia il caso e formula un’ipotesi di reato per quattro dirigenti dell’Istituto superiore di sanità: “somministrazione di medicinali guasti o imperfetti”, un reato punibile con la reclusione fino a tre anni. Secondo Guariniello, l’Iss, pur sapendo che i farmaci erano scaduti, non avrebbe avvertito 50 dei 51 ospedali d’Italia che sperimentavano i protocolli. Inoltre, Guariniello avrebbe anche scoperto che nella soluzione somministrata ai pazienti della sperimentazione mancavano alcune sostanze e altre (come il tamoxifene del professor Umberto Vero-nesi, attuale ministro della Sanità) erano state ag-giunte “come da una mano misteriosa”. Oggi il fascicolo dell’indagine, dietro richiesta dei difensori dei dirigenti dell’Istituto, è passato, nonostante l’op-posizione di Guariniello, per competenza alla procura di Firenze, che recentemente ha chiesto di archiviare l’indagine.
Da parte sua, il professore modenese rimane nel territorio dello scetticismo. Così com’era fin dall’inizio della sperimentazione.
Il 23 luglio del ’98 infatti aveva scritto al responsabile dell’Istituto superiore della sanità che la sperimentazione in atto non aveva nulla a che fare con la sua terapia. E l’atteggiamento di oggi non cambia. Secondo Di Bella, era sbagliato il presupposto. La sperimentazione infatti chiedeva di avere un esito a breve termine, in contraddizione col metodo. “Non è una chemioterapia – ha detto Di Bella – Cosa vogliono sperimentare? Quelli della mia terapia sono tutti farmaci che si trovano in farmacia, già conosciuti da tempo e studiati. Finiranno con usarli tutti, alla fine, solo che lo faranno in mo-do sbagliato”.
Il controcanto arriva da Roberto Raschetti, responsabile operativo della sperimentazione Mdb presso l’Istituto superiore di sanità: “La terapia Di Bella ha tra i suoi componenti dei farmaci, come ad esempio la somatostatina e i retinoidi, che hanno sicuramente evidenziato dei segnali di attività antitumorale. Ma quello che noi abbiamo registrato, mettendo insieme tutti i componenti della terapia, è una mancanza di sinergia tra i vari farmaci, cioè un ridotto livello di efficacia, sicuramente non superiore a quello attribuibile alle singole attività di ciascun componente”.
I sostenitori di Di Bella non si arrendono: il 23 settembre le quattro associazioni hanno organizzato una manifestazione a Roma, in piazza Colonna, con i malati in cura. “Lo scopo? Ribadire il diritto ad una libera scelta terapeutica – affermano senza mez-zi termini – Chiediamo che il governo ci aiuti. Sia-mo malati che non gravano sulle strutture ospedaliere, ci curiamo a nostre spese, che questo almeno ci venga riconosciuto”.
Ma le richieste delle Aian vanno più in là. I punti sono: la cancellazione del decreto di inefficacia della terapia di Bella. Il rimborso dei farmaci previsti dalla terapia a tutti coloro che intendano praticarla o la stiano già praticando. L’attivazione di uno o due centri, diretti da medici di fiducia delle Aian, presso ospedali pubblici dove possano essere assistiti e monitorati seriamente i pazienti che decidano di praticare la terapia Di Bella. E, infine, la verifica della compatibilità del procuratore fiorentino Nan-nucci con il procedimento in corso alla luce degli eventi precedenti che lo hanno interessato. Nan-nucci è infatti il magistrato che ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sulla sperimentazione, dopo averla ereditata da Guariniello. Il passaggio per competenza era avvenuto, infatti, perché le accuse di irregolarità della sperimentazione si concentravano sul complesso vitaminico preparato dall’istituto farmaceutico militare di Firenze. Lo stesso Di Bella, secondo le associazioni, aveva dichiarato che lo sciroppo non era stato preparato secondo le sue indicazioni. Un accanimento, questo, che fa dire a Giuseppe Di Bella: “C’è una collusione di interessi estremamente ampia. E non solo di ordine finanziario ed economico. Perché la terapia Di Bella non fa business e spiego perché: i diritti di brevetto della somatostatina biologica sono decaduti, per cui la cura costa decisamente poco. Per mettere in commercio un prodotto chemioterapico, l’industria spende oltre 600 milioni di franchi”.
Dopo una prima dichiarazione di disponibilità ad incontrare i rappresentanti delle Aian da parte del dirigente della Presidenza del consiglio, la riunione prevista per ottobre è stata poi annullata e rinviata a data da destinarsi. Intanto, a metà no-vem-bre, uscirà un libro, “Sentenze di vita” di Vin-cenzo Brancatisano, su 100 casi di ammalati che hanno dimostrato con perizie di oncologi e medici, l’efficacia della terapia Di Bella.

Metodo Di Bella, le principali tappe della vicenda

  • 16 dicembre 1997: il pretore di Maglie, Carlo Madaro, impone alle autorità sanitarie la somministrazione della somatostatina e della terapia messa a punto dal professore modenese; seguiranno in tutt’italia decine di ricorsi di questo tipo;
  • 9 gennaio 1998: il ministro della sanità Rosy Bindi mette in guardia gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico invitandoli a prepararsi alla sperimentazione;
  • 22 gennaio: nasce la Mdb, Multiterapia Di Bella; Insieme al professore, la commissione oncologica nazionale stabilisce i nove protocolli (diventeranno 11) per 600 pazienti;
  • 10 febbraio: la somatostatina impiegata nella sperimentazione ha un prezzo politico, 23 mila lire al mg.
  • 3 marzo: comincia la sperimentazione;
  • 28 luglio: i risultati di quattro protocolli della sperimentazione sono definiti “inefficaci” dall’Istituto superiore di sanità.
  • 29 luglio: l’avvocato Enrico Aimi, legale del professor Di Bella, annuncia a Modena esposti per verificare l’esatto contenuto dei farmaci dati ai pazienti sottoposti alla sperimentazione. “Non è stato provato realmente il mio metodo, non sono stati usati i miei farmaci”, dice Di Bella;
  • 4 agosto: diventa effettiva, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, la legge che stabilisce la gratuità dei farmaci della Mdb per tutto il periodo della sperimentazione;
  • 4 settembre: davanti al pretore Madaro, Di Bella dice di essere disponibile a fare insieme al ministero della Sanità una nuova sperimentazione sulla sua terapia anticancro, ma di non voler “essere menato per il naso”.
  • 15 ottobre: viene formata una commissione.

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