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Bellezze "sotto occhio"

Adriano Rizzi, N. 12 dicembre 1998

Piacenza, una campagna di educazione sanitaria per sensibilizzare la popolazione su una forma tumorale che ha origine dalla degenerazione di quelle macchioline che tutti, chi più chi meno, hanno sulla pelle: i nei. Quelle cosiddette "bellezze" di cui molti non si curano sono invece caratteristiche fisiche da osservare in modo nuovo.
Un'interessante iniziativa nella lotta al melanoma è in atto a Piacenza. L'Azienda unità sanitaria locale ha lanciato nei tre mesi tra ottobre e dicembre una campagna di educazione sanitaria per sensibilizzare la popolazione su una forma tumorale che ha origine dalla degenerazione di quelle macchioline che tutti, chi più chi meno, hanno sulla pelle: i nei. Quelle cosiddette "bellezze" di cui molti non si curano sono invece caratteristiche fisiche da osservare in modo nuovo.
I nei, chiamati nevi in ambito scientifico, sono formazioni benigne della nelle che si presentano in numero molto variabile da individuo a individuo. É l'esposizione ai raggi solari o ai raggi ultravioletti artificiali, combinata alle caratteristiche della pelle, a fame aumentare il numero: persone di pelle più scura sono naturalmente più resistenti, mentre per esempio e alta l'incidenza dei nevi e della loro degenerazione in melanoma in Australia, dove vivono popolazioni di origine anglosassone in un ambiente che è possibile paragonare alle nostre regioni più meridionali. In Italia negli ultimi 30 anni i casi sono raddoppiati e attualmente siamo a livello di 10 casi ogni 100mila abitanti, l'incidenza è maggiore al nord, tra una popolazione dalla pelle meno pigmentata. Se, come si è detto, l'esposizione al sole può essere pericolosa, lo sono invece senz'altro le scottature per eccessiva esposizione, in particolare nei bambini. Scottature riportate in giovane età possono avere conseguenze a distanza di anni, in età adulta.
Forse a causa di stili di vita ormai consolidati che prevedono l'abbronzatura obbligatoria, oppure per l'influenza del buco dell'ozono, in tutto il mondo si registra un incremento di questa patologia. Di conseguenza l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto all'attenzione il problema, indicando il melanoma tra i principali tumori che portano a morte certa. In quest'ottica di mobilitazione, cui seguono le raccomandazioni della Comunità Europea e della Commissione Oncologica Nazionale si inserisce l'iniziativa piacentina del primario dermatologo professor Giuliano Manfredi: "Il melanoma cutaneo costituisce la neoplasia a più rapida espansione nel mondo e si calcola che il tasso di mortalità legato a questa patologia aumenta con una rapidità maggiore di quella di qualunque altro cancro, pari solo a quello del cancro del polmone nelle donne", sottolinea il professore, "Il male colpisce prevalentemente individui fra i 30 e i 60 anni, cioè nel pieno della loro vita lavorativa e familiare, anche se recentemente si è registrato un notevole incremento dei casi giovanili. I risvolti di questi dati sul piano umano, sociale ed economico sono facilmente intuibili".
Obiettivo: diagnosi precoce
A differenza di altri tumori che sono rilevabili solo con particolari accertamenti clinici, spessissimo il melanoma presenta una caratteristica quasi disarmante: è perfettamente visibile, e sé la mutazione di un nevo non rappresenta di per se un segnale sicuro, deve però creare attenzione. La prognosi del melanoma risulta condizionata sostanzialmente dallo spessore del tumore e quindi dalla precocità della diagnosi e della terapia. Pazienti con melanoma di spessore inferiore a 0,75 mm hanno possibilità di sopravvivenza, dopo appropriato intervento chirurgico, vicine al 100%, mentre tumori diagnosticati tardivamente, con spessore superiore a 3 mm. hanno una sopravvivenza a 5 anni inferiore al 50%.
Possiamo indicare in due fasi, il momento informativo e la diagnosi precoce, le finalità immediate della campagna in corso.
Il dottor Stefano Donelli, componente dell'équipe del reparto dermatologico, evidenzia subito l'importanza di ciò nei casi di melanoma: "Si tratta di una forma tumorale che non risponde né alla chemio né alla terapia radiante; la diagnosi precoce insieme all'asportazione chirurgica è l'unica arma a disposizione per risolvere il problema: se si agisce con tempestività si ottengono le confortanti percentuali di successo di cui dicevamo".
Nella campagna in corso a Piacenza la fase preparatoria è stata caratterizzata da una serie di incontri fra l'équipe del reparto di dermatologia e i dermatologi e i medici di famiglia delle diverse aree territoriali. La collaborazione è stata impostata anche con i farmacisti, gli infermieri professionali, i masso-fisioterapisti e con tutti coloro, come estetiste o anche barbieri, per professione hanno un diretto contatto con la pelle dei loro clienti. Si è poi passati agli incontri su prenotazione con la popolazione, sollecitata da una accattivante informazione dell'iniziativa e anche dall' esenzione dal ticket decisa dalla A.S.L.
Una possibilità alternativa come lo screening di massa, il periodico esame di tutta la popolazione, commenta il dottor Donelli, è attualmente improponibile dati gli altissimi costi in relazione della percentuale di rischio della malattia. L'esame, eseguito da un medico dello staff, è accurato, il paziente viene fatto spogliare e lo specialista esamina con attenzione tutta l'epidermide; all'ispezione segue un vero e proprio momento di educazione sanitaria, dove il medico e disponibile a chiarire qualsiasi dubbio o domanda gli venga posta, ma dove soprattutto c'è la sensibilizzazione verso l'autocontrollo delle lesioni pigmentarie per individuare quelle potenzialmente a rischio.
A sostegno di ciò viene fornito un pieghevole dove vengono insegnati criteri semplici e facilmente comprensibili per controllare i singoli nei e per autoispezionarsi "punto per punto". La finalità è di creare quel momento di consapevolezza che e fondamentale per seguire l'evoluzione della presenza dei nei, che nelle persone predisposte non possono che aumentare con l'età.
Una volta al mese, è l'invito rivolto a tutti, ritagliare un quarto d'ora dagli impegni quotidiani per passare in rassegna la costellazione dei propri nevi, aiutati da un congiunto per quelli meno visibili e da una mappa che e schematizzata nel dépliant.
La campagna, che in questo primo anno ha una durata di 3 mesi, prevede un richiamo della durata di I mese negli anni successivi. In questi "mesi del melanoma" la direzione dell'Azienda U.S.L. autorizzerà ad effettuare consulenze dermatologiche, su prenotazione in orari e giorni stabiliti, esenti da ticket.
Persone di pelle più scura sono naturalmente più resistenti, mentre per esempio è alta l'incidenza dei nevi e della loro degenerazione in melanoma in Australia, dove vivono popolazioni di origine anglosassone in un ambiente che è possibile paragonare alle nostre regioni più meridionali. In Italia negli ultimi 30 anni i casi sono raddoppiati e attualmente siamo a livello di 10 casi ogni 100mila abitanti, l'incidenza è maggiore al nord, tra una popolazione dalla pelle meno pigmentata.
Un reparto con attrezzatura d'avanguardia
II reparto di dermatologia piacentino, situato nell'ex casa di cura Belvedere, in via Gadolini 36, è composto da uno staff di cinque specialisti. Affiancano il primario prof. Giuliano Manfredi i dottori Stefano Donelli, Marco Marucco, Lucio Zioni e la dottoressa Doriana Rastelli.
Dal 1988, anno dell'insediamento del nuovo primario, i dati confermano l'aumento tendenziale di questa patologia: si e passati dai 19 casi di dieci anni h ai 30 di quest'anno, e in quest'ottica di attenzione che parte dai massimi organismi sanitari mondiali, in Emilia-Romagna negli ultimi due anni si sono tenuti specifici incontri annuali dei reparti di dermatologia.
Questa iniziativa. nata dall'attenzione del primario e dalla pronta risposta dei competenti organismi provinciali, inserisce il centro di Piacenza fra quelli, come i reparti di Trento e Bergamo, che sono all'avanguardia per una tradizione nelle campagne d'informazione.
L'organizzazione di questa iniziativa ha fatto si che il reparto venisse dotato di un'apparecchiatura, definita ad epiluminescenza che insieme allo Stereomicroscopio già in dotazione e decisamente all'avanguardia nel trattamento e studio del melanoma.
Presente in non molti esemplari sul territori nazionale (ne sono dotati i centri di Firenze, Milano e Torino), il Molemax, questo il nome dell'attrezzatura, esegue la mappatura dei nevi per mezzo di sistemi ottici di ripresa che permettono sia la registrazione a figura intera che quella a fortissimo ingrandimento del singolo nevo. Il sistema computerizzato poi permette una serie di valutazioni utili alla diagnosi immediata o al confronto del nevo in epoche successive. Il software della macchina e stato messo a punto dalla clinica dermatologica di Vienna con cui tramite modem ci può essere uno scambio di dati per consulti a distanza.

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