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Dodici mosse per prevenire il cancro

Vera Lanza, N. 1/2 gennaio/febbraio 2015

Alcune sono indicazioni ben note, come smettere di fumare, altre meno, come vaccinare i bambini contro l’epatite B e per le donne, l’allattamento al seno. Comunque sia, non se ne parla mai abbastanza visto che si stima che il 30% dei tumori in Europa potrebbe essere evitato se tutti seguissero queste dodici regole. Il Codice europeo contro il cancro è un’iniziativa della Commissione Europea ed è nato per informare i cittadini delle azioni che possono essere intraprese da ognuno nella propria vita quotidiana per diminuire il proprio rischio di sviluppare un tumore e quello dei propri familiari. Per la prima edizione si deve andare indietro di quasi trent’anni: fu pubblicata nel 1987. Da allora le raccomandazioni sono state riviste periodicamente alla luce delle scoperte scientifiche più recenti da un gruppo di medici, scienziati e altri esperti provenienti da tutta l’Unione Europea, selezionati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Le raccomandazioni di questo pool di esperti sono regole semplici, che tutti dovremmo far coincidere con i nostri stili di vita. Come è noto, chiunque può sviluppare il cancro, ma alcune persone sono a più alto rischio a causa di fattori comportamentali e ambientali (quelli che fumano tabacco, bevono alcolici, sono in sovrappeso o obesi, hanno una dieta non sana, uno stile di vita sedentario, o sono esposti a certe infezioni, radiazioni, o prodotti chimici che causano il cancro). E poi c’è l’ereditarietà: alcune persone nascono con una maggiore possibilità di ammalarsi di cancro se in famiglia qualcuno lo ha sviluppato. Per questo è fondamentale la prevenzione. Anche se non tutte le persone hanno le stesse opportunità di ridurre questo rischio. Gli stili di vita sono influenzati anche dalle circostanze economiche e sociali in cui le persone nascono e vivono. Queste condizioni dipendono in parte da fattori politici, culturali e ambientali, che non sono direttamente sotto il controllo personale. Basti pensare ai paesi africani, e non solo. La prevenzione del cancro è più efficace quando le politiche governative e le azioni rendono più facili le scelte basate sulla salute pubblica e proteggono i cittadini da agenti cancerogeni. Giusto per fare qualche esempio, sono necessari maggiori controlli per ridurre l’inquinamento atmosferico; che rendano più difficile acquistare e fumare tabacco; e più facile avere una vita attiva e seguire una dieta sana.

Le regole del Codice europeo “la prevenzione in 12 mosse”

  1. Non fumare. Non fare uso di tabacco.
    Il tabacco è la principale causa evitabile di malattia e morte nel mondo ed è anche la principale causa dello sviluppo di cancro.
  2. Non fumare in casa. Appoggia le scelte politiche contro il fumo sul luogo di lavoro.
    Studi condotti su non fumatori hanno evidenziato come il fumo passivo raddoppi il rischio di sviluppare un tumore del polmone anche per chi non ha mai preso in mano una sigaretta.
  3. Fai in modo di mantenere il peso “forma”.
    Rimanere normopeso seguendo una dieta sana e un regime di attività fisica regolare, può aiutare a prevenire non solo alcuni tipi di tumore, ma anche problemi cardiaci e il diabete.
  4. Essere fisicamente attivo tutti i giorni. Limita il tempo che trascorri seduto.
    Essere fisicamente attivi diminuisce il rischio di ammalarsi di tumore al colon-retto, alla mammella e all’endometrio indipendentemente dal proprio peso corporeo. I benefici per chi riesce a mantenere la linea contribuiscono alla protezione di altri organi dal tumore (reni, pancreas, esofago e vescica).
  5. Segui una dieta sana.
    • mangia principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta.
    • limita i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) ed evita le bevande zuccherate.
    • evita la carne conservata, la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale.
  6. Se bevi alcolici, limitane l’assunzione. Per la prevenzione del cancro non è consigliabile bere alcolici.
    Il consumo di alcol è correlato allo sviluppo dei tumori della bocca, della gola, del colon-retto e del seno. Più bevande alcoliche si consumano, più il rischio si innalza.
  7. Evita lunghe esposizioni al sole, con particolare attenzione ai bambini. Usa le protezioni solari. Non utilizzare lampade solari.
    I raggi ultravioletti (UV) causano danni alla pelle che possono portare, nel tempo, allo sviluppo di tumori. I tumori della pelle sono i più diffusi tra le popolazioni con la pelle chiara e la loro incidenza è aumentata negli ultimi decenni anche per la moda dell’abbronzatura e l’utilizzo di lettini solari.
  8. Sul luogo di lavoro, proteggiti dall’esposizione ad agenti cancerogeni.
    Segui le istruzioni in merito alla sicurezza.
  9. Controlla se in casa sei esposto ad alti livelli di radiazioni radon.
    Attivati per ridurre i livelli di esposizione al radon.
  10. Per le donne
    • l’allattamento riduce il rischio di cancro nella donna. Se puoi, allatta il tuo bambino.
      Allattare i bambini fino al sesto mese di età li protegge da malattie tipiche dell’età infantile e da patologie croniche da adulti. Inoltre diminuisce il rischio per la madre di sviluppare un tumore alla mammella.
    • a terapia ormonale sostitutiva (HRT – hormone replacement therapy) che viene somministrata per esempio, alle donne in menopausa, aumenta il rischio di alcuni tipi di cancro. Limita l’uso dell’HRT.
  11. Assicurati che il tuo bambino sia vaccinato per:
    • Epatite B (per i neonati)
    • Papillomavirus (HPV) (per le ragazze)

    Circa un quinto dei casi di tumore nel mondo sono provocati da agenti infettivi, inclusi virus e batteri.

  12. Aderisci ai programmi di screening per:
    • > cancro all’intestino (uomini e donne)
    • > cancro al seno (donne)
    • > cancro alla cervice (donne)

I programmi di screening permettono di individuare alcuni tipi di tumore ancora prima che compaiano i sintomi, quando sono più curabili.

A proposito del Codice Europeo
Il Codice europeo contro il cancro è un’iniziativa della Commissione Europea per informare i cittadini in merito alle azioni che possono intraprendere per ridurre il rischio di sviluppare un tumore. L’attuale quarta edizione si compone di dodici raccomandazioni che la maggior parte delle persone possono seguire, senza particolari abilità o consigli. Più raccomandazioni le persone seguono, minore sarà il loro rischio di sviluppare il cancro.
La prima edizione del Codice è stata pubblicata nel 1987. La quarta edizione è stata preparata nel 2012-2013 da specialisti del cancro, scienziati e altri esperti provenienti da tutta l’Unione europea in un progetto coordinato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, con il supporto finanziario del programma dell’UE per la salute. Nel formulare le raccomandazioni, gli esperti hanno tenuto conto dei più recenti dati scientifici disponibili. Gli esperti hanno contribuito nel corso di un periodo di due anni ad uno sforzo di collaborazione multidisciplinare in cui gli elementi di prova sono stati raccolti e rivista in gruppi di lavoro. Supporto scientifico e tecnico per i gruppi di lavoro nell’individuazione e nell’analisi delle prove in questione è stato fornito da un gruppo di epidemiologi esperti in revisione sistematica della letteratura scientifica. La formulazione delle raccomandazioni è stata concordata dai gruppi di lavoro in collaborazione con esperti nel campo della ricerca comportamentale e di comunicazione e dai due ricercatori principali del progetto, tenendo conto del fatto che la popolazione target è il pubblico in generale. La supervisione scientifica indipendente e l’approvazione finale delle raccomandazioni, sono state fornite da un comitato scientifico composto da ricercatori senior che si sono distinti nella prevenzione del cancro in Europa.

Al sud oltre metà della popolazione non è coperta da rilevazioni
La Campania si è messa al passo con altre regioni e ha istituito il registro tumori regionale andando a colmare un vuoto importante nella gestione della patologia oncologica nel Meridione, sia dal punto di vista degli specialisti e degli operatori del settore, sia da quello dei pazienti. In Italia ci sono 40 registri di tumori generali e 5 specializzati (per neoplasia o fascia d’età). Ma se al Nord il 68% della popolazione e’ coperto da un sistema di registrazione, al Centro (27%) e al Sud la situazione è ben diversa (45%), a causa di lacune o problematiche strutturali che hanno impedito il corretto funzionamento di questo importante strumento di monitoraggio. Ecco quindi che l’avvio del registro tumori nella Regione Campania è il raggiungimento di un risultato storico. Finalmente, dopo i numerosi tentativi andati a vuoto nel corso delle passate legislature, la Campania è stata dotata di un fondamentale strumento di monitoraggio oncologico. Il registro tumori consente di:

  • ottimizzare il coordinamento di tutte le attività messe in campo per attuare la prevenzione oncologica, soprattutto sul fronte che riguarda l’incidenza dei fattori ambientali sullo sviluppo delle differenti tipologie di tumori.
  • raccogliere dati anagrafici e sanitari essenziali per lo studio dei percorsi diagnostico-terapeutici – la ricerca sulle cause del cancro,
  • la valutazione dei trattamenti più efficaci,
  • la progettazione di interventi di prevenzione e
  • la programmazione delle spese sanitarie.

E anche in Campania, ormai tristemente nota come la “Terra dei fuochi”, sono partiti programmi di screening e collaborazione con il Ministero della Salute e con il Governo. La regione assicura di aver messo in campo misure efficaci e di essere partita sia con gli screening che con l’organizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.

Lo sviluppo sostenibile attraverso la prevenzione con i vaccini
In un periodo di recessione come quello attuale, investire nella prevenzione e promozione di stili di vita attivi e salutari e nelle pratiche vaccinali, non solo è eticamente corretto, perché la salute è un diritto universalmente riconosciuto, ma anche un importante contributo verso la creazione di un modello più sostenibile della società. Se ne è parlato durante la conferenza “The State of Health of Vaccination in the EU” in cui sono state poste le basi per le proposte al Consiglio dei ministri dell’Unione europea di dicembre 2014 in fatto di contrasto alle malattie infettive contagiose. La minaccia sempre più pesante del virus Ebola sulla vita delle persone fa capire a tutti quanto sia necessario un vaccino efficace, e una risposta globale e consolidata del mondo sanitario. La salute non può avere confini geografici e occorre sviluppare un atteggiamento di vita diverso, con il coinvolgimento attivo della persona nella protezione della propria salute, iniziando già in famiglia e nel mondo della scuola. All’Italia è stato recentemente affidato dalla Global Health Security Agenda il ruolo di leader mondiale nel piano di azione per l’immunizzazione. L’agenda intende proporre un meccanismo condiviso di identificazione e contrasto del rischio epidemico determinato da patologie nuove e riemergenti che possono diffondersi con grande velocità per l’incremento globale dei viaggi e dei commerci. Le minacce alla salute derivano da almeno 5 fonti: la nascita e la diffusione di “nuovi” agenti patogeni; la globalizzazione dei viaggi e dei consumi alimentari; l’aumento di agenti patogeni resistenti ai farmaci; il rischio di rilascio accidentale o intenzionale di agenti patogeni dai numerosi laboratori di ricerca e sviluppo che vari Paesi hanno attivato; il rischio che terroristi acquisiscano pratiche per lo sviluppo e l’uso di agenti biologici come armi. È ormai chiaro che lo studio, lo sviluppo, l’applicazione ed il controllo di efficacia dei vaccini non si può limitare a un luogo o a una nazione, ma rappresenta un tema di interesse mondiale.

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