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Il fumo passivo provoca il cancro ai polmoni

Monica Melotti, N. 11 novembre 2014

Già il suo soprannome di “big killer” la dice lunga. Il tumore del polmone è infatti la prima causa di morte per neoplasia nei paesi industrializzati. In Italia, ogni anno si verificano 38mila nuovi casi e riguardano la fascia d’età fra i 55 e i 65 anni. Da solo questo tumore rappresenta il 20% di tutti i tumori maligni nella popolazione maschile ed è in costante aumento, anche tra le donne. Se all’inizio del XX secolo era una patologia rara, alla fine di questo secolo è diventata una neoplasia dalle proporzioni epidemiche. È sufficiente citare qualche dato: nel 1980 la mortalità mondiale era di 660mila casi, nel 1990, più di un milione, nel 2000 si è registrato un aumento ulteriore del 20% e così via. In tutta Europa si registrano ogni anno 391mila nuovi casi e 342mila morti, parti al 19.9% di tutti i decessi per tumore. Ma c’è anche un altro pericolo il fumo passivo. Il 25% della popolazione italiana è esposto ai pericoli del fumo passivo e 8 cittadini su 10 non sanno che provoca il cancro del polmone. Un sondaggio nazionale condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e concluso nel luglio scorso su oltre 3.000 cittadini ha evidenziato dati molto interessati. Il 71% delle persone fuma regolarmente in luoghi chiusi, mentre per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare la malattia. Il livello di conoscenza sui fattori di rischio è scarso, infatti quasi la metà delle persone ( 48% ) pensa che questo tipo di tumore non si possa prevenire. Una diffusa ignoranza che preoccupa, visto che il 49% dichiara di fumare in presenza di bambini e solo il 45% cambierebbe il suo stile di vita per prevenire la neoplasia.

L’indagine sul fumo passivo
L’indagine sul fumo passivo fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sulla patologia, promossa dall’AIOM, con il patrocinio della Fondazione “Insieme contro il Cancro” e dell’associazione dei pazienti “WALCE” (Women Against Lung Cancer in Europe). «Con circa 38.000 nuove diagnosi ogni anno nel nostro Paese, il tumore del polmone è la terza neoplasia più frequente, dopo quelle al colon retto e al seno», spiega il prof. Carmine Pinto, presidente eletto AIOM e Direttore Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. «Ma a differenza di altri tumori si caratterizza per un forte stigma sociale. Infatti il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un fumatore, sia colpevole della sua condizione. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni».

I danni del fumo passivo
Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno. «Le sigarette possono trasformare il salotto di casa o l’abitacolo dell’automobile in vere e proprie camere a gas», precisa il professor Francesco Cognetti, presidente di Insieme contro il Cancro. «Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini. Un proposta simile è già stata avanzata dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nell’estate 2013. Il progetto però non è stato accolto. Rinnoviamo il nostro appello alle Istituzioni affinché siano introdotte norme più stringenti, peraltro già adottate con successo in altri Paesi».

Il fumo si tinge di rosa
In questi ultimi anni si sta registrando un progressivo aumento tra le donne, e negli Usa il tumore al polmone ha già superato quello della mammella. E il motivo di questo incremento al femminile è che le donne fumano sempre di più, soprattutto le giovanissime che lo fanno per ridurre l’appetito e mantenersi snelle. «Per troppo tempo il tumore del polmone è stato considerato una patologia quasi esclusivamente maschile», afferma la professoressa Silvia Novello, presidente di WALCE. «I nuovi dati evidenziano invece una forte crescita anche tra le donne. Il divario tra i due sessi si è ridotto, a causa dell’aumento del consumo di tabacco anche nella popolazione femminile. In base ai dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, i fumatori in Italia sono oltre 11 milioni, di cui 5 rappresentati da donne. Dire addio alle sigarette non è una missione impossibile e comporta grandi benefici per la salute. Si può smettere senza ricorrere a prodotti sostitutivi a base di nicotina, che rendono poi più difficile interrompere il vizio».

Fumo, fattore di rischio a 360 gradi
«Il fumo è uno dei principali fattori di rischio anche per altre neoplasie», spiega il professor Cognetti. «Ricordiamo, in particolare, il cancro al seno, al collo dell’utero, alla vescica, al pancreas. Il 22% degli Italiani, con più di 15 anni, fuma regolarmente. E, secondo il nostro sondaggio, solo il 45% è disponibile a cambiare il proprio stile di vita per ridurre il livello di rischio oncologico. Questo dato deve farci riflettere. La prevenzione è un’arma fondamentale nella lotta contro i tumori. Dobbiamo insistere con campagne di informazione ed educazione».

Il fumo passivo
Il fumo che finisce nei polmoni può essere di due tipi:

  • “primario” : quando è prodotto dall’inalazione del fumatore. È definito anche “fumo attivo”
  • “secondario” : è quello originato dallo spegnimento graduale della sigaretta nel posacenere e dall’espirazione del fumatore attivo. È chiamato anche “fumo passivo”. Viene inalato involontariamente dalle persone che vivono a contatto con uno o più tabagisti e rappresenta il principale inquinante degli ambienti chiusi.

In Italia i fumatori passivi sono 15 milioni, pari al 26,5% della popolazione. Il 50% degli under 14 (cioè 4 milioni di individui) vive con almeno un tabagista. Il fumo passivo, al pari di quello attivo, possiede oltre 4.000 sostanze chimiche sotto forma di particelle e di gas. Per questo i non fumatori che lo inalano sono spesso colpiti dalle stesse malattie dei tabagisti (irritazione agli occhi e al naso, mal di testa, secchezza della gola, vertigini, nausea, tosse e problemi respiratori). Nel mondo le vittime sono oltre 600.000 l’anno. Ricerche scientifiche dimostrano che inalare fumo altrui provoca: cancro, malattie respiratorie croniche, patologie cardiovascolari, polmoniti e bronchi nei bambini sotto i 18 mesi (circa 15mila ricoveri in ospedali pediatrici italiani).

La legge italiana per il fumo passivo
La legge n.3 del 16 gennaio 2003 ha introdotto in Italia una norma innovativa a tutela della salute pubblica e dei diritti dei non fumatori, estendendo il divieto di fumo in tutti i locali pubblici. La norma è poi stata imitata da diversi altri Paesi europei in pochi anni. Il divieto è stato successivamente ampliato, dal 10 gennaio 2005, a tutti i locali aperti al pubblico e ai luoghi di lavoro. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ancora troppe persone sono esposte al rischi del fumo passivo. Nel mondo solo l’ 11% delle persone è protetto da legislazioni nazionali per garantire ambienti smoke-free. Tra le 100 città più popolose, solo 22 proteggono i loro abitanti proibendo il fumo nei luoghi pubblici. Non mancano tuttavia segnali positivi. Il numero dei non fumatori “protetti” è salito da 354 milioni del 2008 a 739 milioni nel 2010.

I numeri del tumore ai polmoni
Nel 2013 sono state stimate 38.000 nuove diagnosi di tumore del polmone, delle quali circa il 30% fra le donne. Rappresentano l’ 11% di tutti nuovi casi di cancro nella popolazione: il 15% di quelli maschili e il 6% di quelli femminili. Attualmente un uomo su nove ed una donna su trentasei può sviluppare la malattia nel corso della vita.

Mortalità
Nel 2013 sono stati 34.000 i decessi per carcinoma polmonare. Questa neoplasia è la prima causa di morte per tumore nei maschi ( 26% ) e la terza nelle donne ( 11% ). Per gli uomini è al primo posto tra le cause di morte oncologica in tutte le fasce di età essendo responsabile del 16% dei decessi per tumore tra i giovani (0-49 anni), del 30% tra gli adulti (50-69 anni) e del 25% tra gli over 70. Nelle donne è la seconda causa di morte per neoplasia nelle fasce di età fra 0-49 e 50-69 anni (rispettivamente l’ 11% ed il 14% ) e la terza nelle ultrasettantenni ( 10% ).

Sopravvivenza
La percentuale di persone vive a 5 anni dalla diagnosi fra i malati di tumore del polmone è aumentata tra i primi anni’90 e la fine del primo decennio del 2000. La percentuale è passata dal 10 al 14% nei maschi e dal 12 al 18% nelle femmine. La probabilità di sopravvivere per ulteriori 5 anni cambia notevolmente dopo la diagnosi, essendo per i sopravviventi ad 1 e 5 anni rispettivamente pari al 32% e 73% tra gli uomini e al 38% e 75% tra le donne.

Prevalenza
Nel 2006 vivevano in Italia 75.365 persone con tumore del polmone, pari al 3,4% di tutti i pazienti con diagnosi di neoplasia. Di questi 57.321 erano maschi (il 6% di tutti i pazienti oncologici) e 18.000 femmine ( 1,5% ). (Fonte: I numeri del cancro in Italia, AIOM – AIRTUM, 2013)

È partito il tour contro il fumo passivo
L’AIOM per combattere la piaga del fumo passivo ha promosso una diffusione in tutti i centri di oncologia italiani, di due opuscoli informativi. Il primo, “Il tumore del polmone. La guida per affrontare al meglio la malattia”, è destinato ai pazienti e ai familiari ed è disponibile nei centri di oncologia di tutta Italia. Il booklet fornisce informazioni utili e certificate sulla gestione della neoplasia da parte dei malati e dei loro familiari. L’opuscolo sarà distribuito anche negli ambulatori dei medici di medicina generale. Il secondo opuscolo, dedicato ai pericoli del fumo passivo (e attivo), di facile lettura, ma con dei contenuti scientifici, sarà distribuito negli incontri del Tour regionale, nei centri di oncologia e negli ambulatori dei medici della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Il bisogno di informazione è molto alto: l’ 89% degli intervistati vorrebbe infatti ricevere maggiori notizie sulla malattia e per il 72% servono più campagne di prevenzione. A ottobre è partito un vero e proprio Tour di sensibilizzazione sui danni del fumo passivo in otto Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Piemonte, Puglia, Sicilia) rivolto ai cittadini e alle Istituzioni. Interverranno oncologi, rappresentanti degli Assessorati regionali alla Sanità e delle associazioni dei pazienti. Tour sui danni del fumo passivo.

L’identikit di una sigaretta
La combustione del tabacco produce 4.000 sostanze gravemente dannose per l’organismo. Le principali sono:

  • NICOTINA: aumenta il battito cardiaco (un fumatore arriva fino a 10.000 battiti in più al giorno). È un vasocostrittore, quindi aumenta la pressione, con effetti su tutto l’organismo (è causa del 34% delle morti per motivi vascolari). Oltre alla ben nota dipendenza, può indurre vertigini, nausea e vomito
  • MONOSSIDO DI CARBONIO: si lega all’emoglobina al posto dell’ossigeno, accresce la concentrazione di piastrine e rende il sangue più vischioso. In questo modo aumenta il rischio di trombosi
  • POLONIO 210: elemento radioattivo, presente nel sangue dei fumatori in misura superiore del 30%. È un elemento chimico assorbito dalle piante di tabacco tramite i fertilizzanti, inalati e trattenuti dall’apparato broncopolmonare
  • BENZOPIRENE: prodotto di scarto della combustione, si trova nello scarico dei motori Diesel
  • NITROSAMMINE: provocano mutazioni genetiche e contribuiscono allo sviluppo dei tumori
  • CATRAME: fumando un pacchetto al giorno per un anno, si immette nell’organismo una tazza di catrame (500 mg). Crea una patina oleosa e giallastra su denti, dita, capelli e vestiti. Contiene la maggior parte dei cancerogeni della sigaretta, la cui combinazione è ancor più velenosa della somma dei singoli.

Indirizzi utili

SEGRETERIA AIOM
Via Enrico Nöe, 23 20133 Milano
aperta dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 16.30 Tel. +39 02.70630279

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