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Le sfide e i risultati di un anno di lavoro all’Int di Milano

Vera Lanza, N. 11 novembre 2014

Si punta sulla prevenzione e la ricerca
Cresce la qualità della ricerca e diventano più numerosi gli studi mirati soprattutto a svelare alcune importanti relazioni tra inquinamento, alimentazione, stili di vita e tumori. E sale il numero delle pubblicazioni scientifiche, arrivando a 550. Sono alcuni dei risultati raggiunti dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, illustrati durante la Giornata della Ricerca, celebrata la scorsa estate.
Nell’appuntamento annuale, per tracciare il bilancio dell’attività scientifica si è parlato soprattutto di prevenzione e di ricerca. Si ricorda che l’Istituto Nazionale dei Tumori è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) monotematico pubblico per l’oncologia caratterizzato dalla compresenza in un’unica struttura di ricerca e cura: i 251 medici dedicano parte della loro attività alla ricerca e sono presenti inoltre più di 160 ricercatori, oltre a 100 borsisti. Ciò permette di offrire ai pazienti le cure oncologiche più aggiornate. Le cifre parlano chiaro. Nel 2013 il volume totale dei finanziamenti ottenuti per progetti di ricerca da enti pubblici, Fondazioni, soggetti privati, donazioni e finanziamento ministeriale per la Ricerca corrente ha superato i 30 milioni di euro. In particolare, da 15 anni l’Istituto è impegnato nello studio e nella cura dei tumori ereditari ed è all’avanguardia nella Medicina predittiva e per la prevenzione, negli studi genetici, in quelli farmacologici e di bio e immunoterapia. Come dicevamo,Il numero delle pubblicazioni scientifiche è salito a 550 (era 518 nel 2012), l’impact factor che sta ad indicare la qualità della ricerca misurando il valore della pubblicazione scientifica, in 10 anni è più che raddoppiato passando da 1215 del 2001 a 2761.98 punti nel 2013, in crescita anche nell’ultimo anno (era 2519 nel 2012). Su tutto questo influiscono le collaborazioni internazionali dell’Int. Attualmente sono in corso oltre 454 studi clinici di cui 178 approvati nel 2013 alcuni dei quali sono studi multicentrici realizzati in collaborazione con i più prestigiosi centri oncologici internazionali come ad esempio il Memorial Sloan Kettering e il Mount Sinai School of Medicine/Tisch Cancer Institute di New York, o l’Institute Goustave Roussy di Villejuif (Francia) Numerose sono inoltre le collaborazioni con le università italiane ed estere, in particolare con l’Università degli Studi di Milano. L’Istituto è in prima linea anche nello sviluppo degli studi epidemiologici, volti ad individuare le cause e i rischi del cancro e di studi clinici di prevenzione.

Relazione tra abitudini alimentari, stili di vita e cancro
L’Int di Milano ha in corso alcuni studi che hanno l’obiettivo di dimostrare che l’incidenza e la mortalità per cancro e per altre malattie croniche frequenti potrebbe essere prevenuta anche attraverso il cambiamento delle abitudini alimentari. La dieta ad alto indice glicemico sembra essere un fattore che accomuna i tumori con alcune patologie croniche quali il diabete, le dislipidemie, l’ipertensione, l’obesità, le coronaropatie e le demenze senili. Questa dieta, basata sul consumo eccessivo di zuccheri, farine raffinate, grassi saturi, come quelli contenuti nelle carni rosse e nei latticini e povera di semi e alimenti integrali, è diffusa in tutti i paesi industrializzati è alla base dell’insulino-resistenza con iperinsulinemia e della sindrome metabolica. L’iperinsulinemia aumenta la disponibilità di ormoni sessuali (e quindi verosimilmente lo sviluppo di tumori ormonodipendenti) e l’insulinoresistenza è associata a dismetabolismi e ad aumentati livelli di infiammazione che favoriscono la comparsa e la progressione dei tumori. La Giornata della ricerca è stata anche l’occasione per presentare i primi risultati del progetto DIANA5, che dimostra, che le donne con sindrome metabolica hanno un rischio quasi doppio di sviluppare una recidiva di cancro al seno. Si parla di sindrome metabolica quando sono presenti almeno tre dei seguenti fattori: obesità addominale, glicemia alta, trigliceridi alti, pressione alta e colesterolo HDL basso.
DIANA5 è uno studio randomizzato controllato multicentrico basato su una dieta specifica e una moderata attività fisica per la prevenzione delle recidive del carcinoma della mammella. Il progetto, negli ultimi 5 anni, ha reclutato oltre 2.300 donne tra i 35 e i 70 anni con una diagnosi di carcinoma della mammella. Al reclutamento il 20% delle pazienti aveva la sindrome metabolica. Dopo un tempo medio di 2 anni e 8 mesi si sono verificate 164 riprese della malattia tra cui 89 con metastasi e si è potuto osservare che il rischio di recidiva nelle pazienti con sindrome metabolica rispetto alle altre è di 2,17 volte superiore.

Il consumo di verdura riduce il rischio di tumore al seno
Parlando di alimentazione, altri studi hanno messo in evidenza che un elevato consumo di verdura diminuisce del 18% il rischio di tumore del seno. In particolare la riduzione del rischio riguarda i sottotipi tumorali con recettori negativi per gli estrogeni (ER-), un sottotipo con una prognosi peggiore rispetto ai tumori ER+, più frequente nelle donne più giovani e le cui cause sono scarsamente conosciute. È stato possibile stabilire questa relazione grazie allo studio collaborativo internazionale “Pooling Project” che riunisce i più importanti studi prospettici su dieta e cancro attualmente in corso nel mondo. Si tratta di un consorzio che ha complessivamente reclutato oltre 2.000.000 di soggetti a partire dagli anni’70, il cui scopo è quello di studiare la relazione tra fattori di rischio dietetici e insorgenza di tumori.

I grassi saturi sono pericolosi per la salute
Un recente studio guidato dalla Struttura di epidemiologia e prevenzione del Dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione ha dimostrato che chi consuma elevate quantità di grassi saturi ha un rischio superiore del 14% di sviluppare un tumore al seno e, in particolare, considerando i sottotipi tumorali con recettori positivi per gli estrogeni (ER+) e per il progesterone (PR+) e con recettori negativi per il fattore di crescita dell’epidermide (HER2) tale rischio aumenta rispettivamente del 28% e del 29%. Lo studio ha riguardato più di 10.000 donne che hanno sviluppato il tumore al seno tra le oltre 300.000 volontarie, reclutate tra 1993 e il 1998, provenienti da dieci Paesi europei osservate per più di 11 anni.

L’olio
La settimana nazionale per la prevenzione oncologica, uno dei principali appuntamenti della Lega italiana per la lotta contro i tumori, anche quest’anno è stata dedicata all’olio extravergine di oliva, condimento principe della dieta mediterranea di cui sono riconosciute le qualità benefiche di prevenzione delle malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumore. È ormai certo che circa il 40% dei tumori è causato dalla cattiva alimentazione, sostiene la Lilt, ossia da una dieta povera di verdura e frutta e satura di grassi animali e prodotti confezionati. Un’alimentazione sbagliata che può generare obesità e, a lungo andare, può risultare un’alleata del cancro.

Protagonisti della campagna
Sono stati i volontari della Lilt, pronti a rispondere alle domande dei cittadini e a consegnare, in cambio di un contributo, la bottiglia d’olio extravergine di oliva certificato, insieme agli opuscoli che riportano i dettagli sull’attività della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Se la prevenzione primaria rappresenta un’arma importante contro il cancro, la diagnosi precoce è altrettanto fondamentale.

Relazione tra inquinamento, stili di vita e cancro
Tra le cause del cancro, come sempre più studi dimostrano vi sono anche i fattori ambientali, senza dover arrivare agli eccessi di chi abita in case dove si respira amianto. Proprio uno studio condotto dai ricercatori della Struttura di epidemiologia e prevenzione in collaborazione con numerosi centri internazionali ha dimostrato che più alta è la concentrazione di inquinanti nell’aria maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone, rischio che può arrivare a raddoppiare per una particolare tipologia di tumore, l’adenocarcinoma, l’unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori. In particolare per ogni incremento di 10 microgrammi di PM 10 (polveri sottili) per metro cubo presenti nell’aria aumenta il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Percentuale che sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l’adenocarcinoma, l’unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori. Lo studio ha coinvolto 312.944 persone.

La diffusione dei tumori in Italia: in aumento colon–retto, mammella, prostata, melanoma
Studi recenti curati dai ricercatori della Struttura dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano e illustrati durante la giornata della ricerca, hanno messo in luce che nel 2012 in Italia sono state fatte più di 54.000 diagnosi per il tumore del colon – retto, ci sono stati 50.000 nuovi casi di tumore della mammella e 42.000 casi di tumore della prostata e saranno proprio il colon – retto, la mammella e la prostata i tumori più diagnosticati nei prossimi anni. In aumento il melanoma della cute, sia negli uomini che nelle donne, e il tumore del polmone nelle donne con più di 10.000 nuove diagnosi l’anno (in controtendenza rispetto agli uomini).

Parte il reclutamento dei cittadini per 2 programmi di prevenzione, MeMeMe e Cos
Nella convinzione che migliorando il proprio stile di vita si possa prevenire il cancro, l’Int ha lanciato il progetto MeMeMe (sindrome Metabolica, dieta Mediterranea e Metformina) a cui possono partecipare uomini e donne di almeno 55 anni considerati a rischio perché hanno una circonferenza di vita superiore agli 85 cm (per le donne) e 100 cm (per gli uomini). Lo studio coinvolgerà 2.000 persone che saranno aiutate nella prevenzione seguendo una dieta più ricca di alimenti della tradizione mediterranea associata a una moderata attività fisica e a un vecchio farmaco per il diabete, la Metformina che ha effetti metabolici simili a quelli di una dieta sana. Oltre al progetto MeMeMe è stato presentato lo studio “COS” che si rivolge alle donne portatrici della mutazione genetica BRCA (caratteristica ereditaria legata alla comparsa del cancro al seno). Il tumore della mammella ereditario rappresenta infatti il 5% di tutti i tumori della mammella, e circa la metà di questi è legata a mutazioni dei geni BRCA. Sebbene la presenza di queste mutazioni determini un aumentato rischio di sviluppare la malattia, non tutte le portatrici di mutazione si ammalano. Lo studio clinico che recluterà 300 donne ha l’obiettivo di fornire raccomandazioni nutrizionali di prevenzione primaria alle famiglie ad alto rischio genetico per aiutare le donne a ridurre il rischio di ammalarsi di tumore della mammella.

Incidenza, prevalenza e mortalita’ dei tumori in italia

Aumenta l’incidenza del melanoma del tumore della mammella, del colon-retto maschile e del polmone femminile.
Nel 2012 sono state stimate in Italia più di 54.000 nuove diagnosi di tumore del colon-retto (oltre 31.000 negli uomini e oltre 23.000 nelle donne), più di 50.000 nuovi casi di tumore della mammella e più di 42.000 di tumore della prostata. E saranno proprio queste – mammella, colon – retto e prostata – le neoplasie più diagnosticate, ovvero a maggior incidenza, nei prossimi anni secondo le stime dei ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Tra i tumori in aumento costante sono da segnalare il melanoma della cute, sia negli uomini che nelle donne con 12.000 nuovi casi totali e il tumore del polmone nelle donne con più di 10.000 nuove diagnosi l’anno (in controtendenza rispetto agli uomini).

Aumentano i tassi di incidenza (standardizzati) per i tumori della mammella, del colon-retto negli uomini, e del polmone nelle donne e per il melanoma cutaneo. Al contrario, l’incidenza di cancro dello stomaco, del cancro cervicale e del cancro polmonare negli uomini continueranno a diminuire nel tempo. Il carcinoma prostatico ha raggiunto il suo picco nel 2005 e da allora è in diminuzione. L’incidenza standardizzata per tutti i tumori (aggregati) è in aumento nelle donne e in diminuzione negli uomini e i tassi di incidenza per le aree meridionali, che prima erano inferiori a quella media italiana, ora hanno ridotto lo scarto.

Le stime di mortalità per tutte le sedi tumorali considerate sono in diminuzione, con la sola eccezione del cancro al polmone nelle donne. La prevalenza è in aumento per tutte le sedi tumorali, in particolare si stima che nel 2015 l’ 1,1% degli uomini italiani avrà avuto una diagnosi di tumore della prostata, mentre il 2,5% delle donne italiane avrà avuto una diagnosi di tumore della mammella. Le attività di screening organizzato e il migliorato accesso a cure efficaci hanno contribuito all’aumento dell’incidenza e alla riduzione della mortalità per il tumore della mammella. Viceversa per il tumore della prostata l’anticipazione diagnostica, attraverso il PSA, può aver contribuito all’aumento e alla seguente diminuzione dell’incidenza e, insieme ai miglioramenti terapeutici alla diminuzione della mortalità. Nel 2015 il melanoma supererà il tumore dello stomaco in termini di incidenza, inserendolo nel gruppo dei tumori più frequenti. La maggiore esposizione ai raggi ultravioletti e la sovradiagnosi possono aver contribuito all’ aumento dell’incidenza.

Int Milano premiato per formazione giovani oncologi
In occasione del congresso annuale dell’European Society for Medical Oncology (ESMO), che si è tenuto a Madrid dal 26 al 30 settembre, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è stato premiato per il ruolo svolto nell’ambito del network europeo di formazione di giovani oncologi. L’Istituto è stato formalmente riconosciuto dall’ESMO come Istituto ospitante italiano nell’ambito dei programmi di formazione degli oncologi europei. Il riconoscimento, sottolinea una nota dell’Irccs, è il risultato dell’attività di formazione avviata nel corso dell’ultimo anno, che ha già visto giovani oncologi provenienti da varie nazionalità, tra cui India, Uruguay, Polonia, Romania, Russia, Portogallo e Spagna arrivare in Istituto come Translational Research Unit (TRU) visit dell’ESMO. L’attività è stata coordinata dal dottor Andrea Necchi e dai collaboratori Patrizia Giannatempo, Daniele Raggi ed Elena Farè ed è stata svolta nell’ambito della Struttura complessa di chirurgia urologica, diretta da Roberto Salvioni.

L’impatto globale del tumore
Secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC, International Agency for Research on Cancer), nel 2008 il 13% dei decessi avvenuti in tutto il mondo sono stati causati dal cancro. Nonostante i passi avanti nella conoscenza della base biologica del cancro e i progressi terapeutici, resta forte il bisogno di nuove opzioni di trattamento.

“Cancro no grazie”, festival sulla prevenzione
La lotta ai tumori è scesa in piazza a Torino. Il capoluogo piemontese è stato infatti la prima città al mondo a ospitare “Cancro? No grazie”, il Festival della prevenzione e dell’innovazione in oncologia, a fine settembre 2014. Tre giorni di eventi in città per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione in campo oncologico. «Siamo passati dal 30% di ammalati sopravvissuti degli anni Settanta al 65 di oggi, grazie ai progressi scientifici – hanno commentato il professor Mario Airoldi, Direttore della Struttura Complessa Oncologia della Città della Salute di Torino e il dottor Mario Clerico, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’ASL di Biella. Il vero obiettivo, però, è agire molto prima, anticipando ogni possibile rischio. Come? Basta alimentarsi correttamente, rimanere attivi a ogni età e stare attenti a vizi come fumo e alcol. «Per la prevenzione – continuano Airoldi e Clerico –, sono imprescindibili anche gli esami di screening, che identificano eventuali masse tumorali molto piccole. L’Italia è forse l’ultima in Europa nei programmi di prevenzione. In queste iniziative viene investito solo lo 0,5% della spesa sanitaria complessiva, contro una media UE del 2,9%. Ben al di sopra si collocano Germania (3,2), Svezia (3,6), Olanda (4,8) e Romania (6,2). Per questi motivi gli organizzatori dell’inusuale ‘festival’ hanno deciso di scendere in piazza, per spiegare di persona ai cittadini come rimanere in forma. E, per chi decide i finanziamenti, se non bastasse pensare alla salute, si pensi che ne va anche della sostenibilità di tutto il sistema. Per ogni euro investito nello sport e nell’esercizio fisico, se ne risparmiano tre nella sanità».

Indirizzi utili
ISTITUTO NAZIONALE TUMORI – INT
Via Venezian, 1 20133 Milano
Per informazioni e appuntamenti: Tel. +39 02.23901

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