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Il glaucoma

Monica Melotti, N. 8/9 agosto settembre 1999

E' una malattia dell'occhio potenzialmente grave (Prevenzione Tumori ha dedicato un ampio servizio sul numero di gennaio-febbraio 99) dovuta all'aumento della pressione di un liquido, l'umore acqueo, contenuto al suo interno. Il rialzo della pressione é causato da un eccessiva produzione di umore acqueo che non riesce a defluire bene al di fuori dell'occhio. Se tale aumento non viene riconosciuto e curato prontamente, il nervo ottico subisce danni gravi ed irreversibili che compromettono la vista, fino a portare la cecità. In Italia la neoplasia colpisce più di mezzo milione di persone, di entrambi i sessi, di età superiore ai 70 anni, ma si registrano casi di quarantenni e di glaucoma congenito (presente fin dalla nascita, forma molto rara). "Un importante fattore rischio per il glaucoma é rappresentato dall'ereditarietà (25% dei casi) " spiega il professor Nicola Orzalesi, direttore della clinica oculistica dell'Università di Milano "La moderna genetica molecolare ha iniziato ad individuare, anche per questa malattia mutazioni del genoma (sul cromosoma 1), implicate nel determinare questa neoplasia, ma gli studi sono ancora in fase iniziale. Le malattie sistemiche che possono causarlo sono: il diabete, l'ipertensione arteriosa, aterosclerosi, traumi oculari, trombosi dei vasi retinici, infiammazioni oculari e tumori interni ed esterni all'occhio. La forma più comune di glaucoma é quella ad angolo aperto (il nome é dovuto al fatto che l'angolo fra iride e cornea é ampio), il più raro quello ad angolo chiuso. Nel primo caso si tratta di una malattia subdola, perché anche se la pressione dell'occhio é più alta del normale (sopra i 21 mmHg), per molto tempo non dà disturbi e chi ne soffre non se ne rende conto. Il perdurare della pressione elevata, però, provoca una progressiva perdita delle fibre del nervo ottico. L'unica possibilità per scoprirlo precocemente é una accurata visita specialistica (campo visivo, papilla ottica), per questo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale. Il glaucoma ad angolo chiuso, invece, si presenta in modo drammatico, con sintomi molto intensi e se non trattato tempestivamente può provocare in poche ore la perdita della vista. È una forma molto rara, 5% dei casi nelle popolazioni occidentali rispetto al 60% dei casi di glaucoma ad angolo aperto. Ci sono comunque differenze notevoli legate alla razza: in Cina, per esempio, il glaucoma ad angolo chiuso é molto frequente. La terapia può essere sia chirurgica che medica. Si interviene chirurgicamente quando la terapia medica risulta insufficiente. Per ridurre la pressione intraoculare, nel caso di glaucoma ad angolo aperto si effettua una trabeculoplastica mediante laser Argon. Quando anche la laser terapia risulta inefficace allora si interviene con la trabeculoctomia, creando un nuovo canale di scarico attraverso la parete dell'occhio, di solito sotto la palpebra superiore. Sul fronte della terapia medica ha ottenuto dei risultati molto soddisfacenti l'impiego di colliri, tra cui il recente latanoprost (frutto di una ricerca svedese) in grado con una sola applicazione giornaliera di ridurre la pressione intraoculare e quindi efficace nel controllo del glaucoma".

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