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Contro il tumore alla prostata ha preso il via PerSTEP

Minnie Luongo, N. 3 marzo 2013

È soprattutto una questione di cultura. Quando i pazienti con patologia oncologica, congiuntamente a tutti i vari specialisti, saranno davvero convinti dell’importanza della condivisione e della sinergia, allora non ci sarà dubbio che il progetto sperimentale “perstep” riuscirà pienamente nei suoi obiettivi concreti. Questo il corollario su cui hanno insistito gli esperti presentando a Milano i primi risultati di PerSTEP, Percorso Teorico Pratico in ambito uro-oncologico, un programma sperimentale che, per la prima volta, grazie anche al contributo di Sanofi, ha coinvolto nel nostro Paese quattro realtà ospedaliere d’eccellenza.

Il progetto
Per la Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) e il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) hanno parlato i rispettivi presidenti: Giario Conti e Roberto Labianca. «In un momento in cui il servizio sanitario nazionale è al centro dell’attenzione per tagli e revisioni dice Giario Conti – il progetto PerSTEP rappresenta un investimento controcorrente di risorse ed energie che si pone l’ambizioso obiettivo di riorganizzare la gestione del paziente con carcinoma prostatico, generalmente monodisciplinare, secondo la logica multidisciplinare e di creare un modello ripetibile in altri ospedali italiani». Aggiunge Labianca, presidente CIPOMO: «Per le persone affette da tumore alla prostata la multidisciplinarità rappresenta un approccio vincente che vede urologi, oncologi, radioterapisti, patologi e psicologi lavorare in sinergia nell’ottica di una migliore gestione del paziente. Inquadrare e concordare le decisioni e proposte terapeutico-osservazionali sui diversi casi permette, infatti, di porre il paziente al centro del processo di cura, garantendo informazioni esaustive, obiettive e non contraddittorie sulle opzioni disponibili, ed evitando consulenze multiple». Queste le quattro realtà coinvolte nel progetto: gli Ospedali Riuniti di Bergamo, il Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna, l’Ospedale Sant’Anna di Como e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Quattro realtà, completamente diverse per tipologia di pazienti, modalità lavorative e modelli organizzativi, che hanno deciso di mettersi in gioco aprendosi al confronto: un primo passo verso altri Paesi come Stati Uniti, Germania, Inghilterra e Olanda dove, invece, la sinergia e la collaborazione multidisciplinare sono applicate di routine.

L’incidenza di questo tumore
Per incidenza e diffusione il cancro alla prostata equivale nell’uomo al tumore al seno per le donne, e i risultati parlano chiaro: un uomo su 16 di età superiore ai 50 anni è a rischio tumore. Attualmente sono circa 217mila gli italiani che convivono con la malattia, tendenza che nel 2012 non ha accennato a diminuire. I carcinomi prostatici rappresentano il 20% di tutte le diagnosi di tumore in Italia, e i nuovi casi dell’ultimo anno sono stati quasi 36mila. Mentre negli ultimi dieci anni si è registrato un aumento del 53% dei casi, la mortalità è diminuita del 10%, grazie a una maggiore prevenzione, nuove terapie e farmaci di ultima generazione.

I primi risultati di perSTEP
I primi risultati sono senz’altro positivi e i quattro Centri coinvolti sono già a oltre il 40% di realizzazione del progetto, con picchi fino al 75% per quanto riguarda l’Ospedale Sant’Anna di Como, e al 100% per l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. La realizzazione del progetto è stato realizzato grazie al contributo incondizionato di Sanofi, azienda che da sempre impegnata a ricercare e sviluppare nuove soluzioni terapeutiche per soddisfare le necessità di cura dei pazienti affetti da tumore. «L’obiettivo di Sanofi è offrire risposte ai bisogni non ancora soddisfatti dei pazienti oncologici» spiega Luciano Dotti, responsabile Divisione Oncologia di Sanofi in Italia. «Questo significa non solo mettere a disposizione soluzioni terapeutiche efficaci, frutto di partnership tra la nostra expertise scientifica, altre industrie del settore ed esperti del mondo accademico, ma anche adoperarsi per una migliore qualità di vita dei pazienti: fattore cruciale, questo, per chi deve affrontare un tumore e per i suoi familiari. In quest’ottica s’inserisce il sostegno dell’azienda al progetto PerSTEP: offrire ai pazienti con tumore alla prostata il miglior percorso diagnostico-terapeutico possibile, in base alla tipologia di malattia e alle loro condizioni, attraverso un approccio multidisciplinare e multiprofessionale».

L’esperienza dell’Istituto dei tumori di Milano
In questi anni di attività è stato possibile rilevare nell’attività multidisciplinare alcuni punti di forza e alcune necessità di miglioramento. I benefici di questo modello organizzativo sono innanzitutto la presa in cura globale, sinergica e olistica del paziente, che permette di proporre percorsi di cura individualizzati e presentati obiettivamente al paziente. Le prestazioni sono offerte con un’attenzione particolare al dominio psicologico e al supporto del paziente nella fase di decision making. Questa modalità organizzativa evidenzia chiaramente una maggiore efficienza nell’incrementare l’arruolamento dei pazienti in protocolli innovativi e nella creazione di una cultura interdisciplinare e interprofessionale molto apprezzata soprattutto dal personale in formazione.

Le potenziali criticità
Si configurano nella gestione multidisciplinare sono identificabili invece (a) nella necessità di istituire accordi formali con le Strutture Specialistiche coinvolte e di modularli periodicamente affinché sia favorita la partecipazione dei singoli professionisti alle attività cliniche e di ricerca, (b) nella parziale perdita dell’autonomia del singolo clinico quando partecipa al lavoro multidisciplinare e che richiede un cambiamento relazionale sia tra i diversi professionisti sia tra medico e paziente e (c) nella necessità di essere pronti ad adattare, riorganizzare e modulare le risorse, gli spazi e i tempi di lavoro. Commenta la dottoressa Tiziana Magnani, Coordinatice del progetto PerSTEP presso l’Istituto dei Tumori: «Sono circa 8 anni che lavoriamo in modo sincronico. Cercando, appena possibile, di superare l’atteggiamento paternalistico del medico che al paziente dice (o sottintende) Io so che cosa è bene per te. Contemporaneamente, da parte del malato, bisogna evitare il “giro delle sette chiese” per avere il consulto migliore». «Ci sono solo 5 Gruppi al mondo che hanno pubblicato sull’approccio multidisciplinare della prostata – sottolinea la Magnani con orgoglio – e noi siamo tra questi cinque. Inoltre, mi piace ricordare che da noi è stata introdotta, anche, l’importante figura dello psicologo. Esattamente come già succede, da tempo, per assistere le donne con tumore della mammella». La parola al dottor Martorana, referente per il S.Orsola Malpighi di Bologna: «La nostra è una vera e propria sfida. Per esempio, non è raro che l’urologo pensi che la condivisione possa creare dei problemi e, pertanto, rivendica la propria autonomia professionale. Ecco perché uno degli obiettivi principali di questo progetto è quello di far sì che il maggior numero possibile di urologi accetti le regole della condivisione». Chiosa il dottor Giario Conti: «Anche se siamo ancora in una fase iniziale, noi a Como ci lavoriamo già da 15 anni. Ciò che mi preme sottolineare è che il paziente non si sente meno seguito da un team di specialisti. È vero il contrario». E con questa constatazione aspettiamo di render conto a breve degli sviluppi del progetto PerSTEP.

Stato di avanzamento Ospedale Sant’Anna di Como
Referente: Giario Conti, Direttore Divisione di Urologia

Realizzazione complessiva del progetto: 75%

  1. Coinvolgimento dei Direttori di Urologia, Radioterapia Oncologica e Oncologia Medica e di eventuali altre specialità (Anatomia-Patologica, Radiologia, Terapie Palliative e di Supporto, Psicologia) favorevoli all’approccio multidisciplinare. La prostate cancer unit è già stata inserita nel Progetto Organizzativo Aziendale (POA), la strategia di organizzazione che l’azienda ospedaliera si pone per i prossimi 3 anni, ed è stata inserita tra i Gruppi Operativi Interdipartimenmali Permanenti (GOIP).
  2. Coinvolgimento Direzioni Sanitaria e Amministrativa. Hanno dato la propria disponibilità di supporto al processo di organizzazione della gestione multidisciplinare. Percentuale di realizzazione: 100%.
  3. Definizione del Core Team Multidisciplinare attraverso l’identificazione di un referente per specialità. Sono già stati individuati i referenti per ogni specialità. Percentuale di realizzazione: 100%.
  4. Riunioni Core Team Multidisciplinare: sì è già proceduto alla condivisione delle linee guida di riferimento (un protocollo interno, basato sulle linee guida NCCN, EAU, AURO.it e sottoposto a revisione periodica), alla valutazione dei modelli organizzativi da applicare e all’elaborazione dei percorsi diagnostico-terapeutici ideali. Prestissimo si sviluppanno i modelli organizzativi individuati. Percentuale di realizzazione: 60%. I pazienti in cura con approccio multidisciplianare sono stati circa 2.000.

Stato di avanzamento Ospedali Riuniti di Bergamo
Referente: Roberto Labianca, Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia

Realizzazione complessiva del progetto: 40%

  1. Coinvolgimento dei Direttori di Urologia, Radioterapia Oncologica e Oncologia Medica e di eventuali altre specialità (Anatomia-Patologica, Radiologia, Terapie Palliative e di Supporto, Psicologia) favorevoli all’approccio multidisciplinare. Si sono svolti 3 incontri a cadenza mensile (luglio, settembre e ottobre 2012), con partecipazione dei Primari di Urologia, Radioterapia ed Oncologia Medica e dei loro stretti collaboratori nella patologia prostatica maligna.
  2. Coinvolgimento delle Direzioni Sanitaria e Amministrativa. Sono state regolarmente invitate alle riunioni ed hanno espresso interesse al progetto. La proposta di istituzione della Prostate Unit è stata inserita nel POA (Piano Ospedaliero Aziendale). Realizzazione: 30%.
  3. Definizione del Core Team multidisciplinare attraverso la definizione di un referente per specialità: è in fase avanzata. Alle riunioni ha partecipato un gruppo costante di specialisti, già da tempo abituati a lavorare insieme sulla patologia prostatica. Come elemento di possibile criticità è emersa la necessità di identificare con chiarezza il Coordinatore della Unit, decisione che è stata rinviata alle prossime riunioni e che sarà basata su un metodo di discussione condivisa. Realizzazione: 40%.

Stato di avanzamento dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Referente: Riccardo Valdagni, Direttore del Programma Prostata dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Attivato nel 2004 con l’endorsement delle Direzioni generale, amministrativa e scientifica, il Programma Prostata è un Progetto Speciale di tipo traslazionale e multidisciplinare della Direzione Scientifica, che integra le competenze e le esperienze di ricerca epidemiologica, sperimentale, clinica-assistenziale e relazionale nel paziente affetto da cancro della prostata. Il Programma Prostata è stato strutturato in un Gruppo multidisciplinare preclinico (biologi, statistici, tecnici di laboratorio ecc.), un Gruppo multidisciplinare clinico (urologi, oncologi radioterapisti, oncologi medici, terapisti del dolore, psicologi, uropatologi, radiologi, ecc.) e un team di progetto multi professionale. Tra il gennaio 2005 e il febbraio 2006 il Gruppo Multidisciplinare Clinico ha perseguito il compito di elaborare e condividere linee guida diagnostico-terapeutiche per il tumore della prostata, all’interno delle quali inquadrare e concordare le decisioni sui diversi casi e le proposte terapeutico-osservazionali. La prima versione delle linee guida è del febbraio 2006; la seconda è del 2011. Nel marzo 2005 il core team del Gruppo Multidisciplinare Clinico, composto da 6 urologi, 4 oncologi radioterapisti, 3 oncologi, 3 psicologi, ha iniziato l’attività clinica multidisciplinare, distinta in due fasi complementari: le visite multidisciplinari e la discussione collegiale dei casi.

Stato di Avanzamento Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Orsola-Malpighi di Bologna
Referente: Giuseppe Martorana, Direttore Unità Operativa di Urologia

Realizzazione complessiva del progetto: 60%

  1. Coinvolgimento dei Direttori di Urologia, Radioterapia Oncologica e Oncologia Medica e di eventuali altre specialità (Anatomia-Patologica, Radiologia, Terapie Palliative e di Supporto, Psicologia) favorevoli all’approccio multidisciplinare. Utilizzando come riferimento le linee guida NCCN ed EAU, sono state ultimate le linee guida interne per la gestione del paziente affetto da neoplasia prostatica (indispensabile tener conto della realtà locale).
  2. Coinvolgimento delle Direzioni Sanitaria e Amministrativa L’amministrazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Orsola-Malpighi ha condiviso in pieno le finalità del progetto. È stata istituito un gruppo per la stesura di un percorso aziendale per la patologia prostatica, all’interno del quale si svilupperà la “Prostate Unit”. Percentuale di realizzazione: 50%

L’impegno di Sanofi in Oncologia
Con sede a Cambridge, Massachusetts, e Vitry (Francia), la Divisione Oncologia di Sanofi è impegnata nel tradurre le nuove scoperte scientifiche in terapie efficaci, per dare risposte adeguate ai bisogni clinici non ancora soddisfatti dei pazienti affetti da tumore o che devono sottoporsi a trapianti d’organo o di cellule staminali ematopoietiche. L’impegno dell’azienda è, infatti, quello di migliorare la qualità di vita grazie alle nuove scoperte scientifiche, ad approcci terapeutici mirati e ad un portafoglio completo, che comprende 11 prodotti in commercio e più di 15 molecole in fase di sviluppo. Sanofi vanta una forte leadership in oncologia: basti pensare a farmaci che rappresentano un caposaldo nel trattamento di diverse forme tumorali, come il tumore della mammella, del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato, dello stomaco, della testa-collo e della prostata resistente alle terapie ormonali. Grazie all’acquisizione di Genzyme nel 2011, Sanofi ha inoltre arricchito la propria presenza in oncologia, estendendola agli ambiti dell’oncoematologia (tumori del sangue come leucemie, linfomi e mieloma multiplo), dei trapianti di organo solido (profilassi e trattamento del rigetto nel trapianto d’organo e malattia acuta e cronica da trapianto00 verso l’ospite) e di cellule staminali ematopoietiche.

CIPOMO
Il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) è un’associazione senza fini di lucro – di cui fanno parte i primari ospedalieri responsabili di unità operative complesse di Oncologia medica – che ha come scopi principali:

  • la tutela e la promozione dell’oncologia medica sotto l’aspetto scientifico, professionale e istituzionale;
  • l’attuazione e il potenziamento delle strutture di oncologia medica presenti presso le aziende ospedaliere;
  • la promozione della ricerca scientifica interdisciplinare, la formazione del personale e la collaborazione tra i primari oncologi, il Ministero della Sanità e la pubblica amministrazione in genere;
  • la sensibilizzazione sulle attività di formazione e di informazione sanitaria presso il pubblico, le associazioni di volontariato, gli organi di stampa.

CIPOMO è attualmente presieduta dal professor Roberto Labianca.

Indirizzi utili

FONDAZIONE IRCCS ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI
Via G. Venezian, 1 20133 Milano
Tel. 02.2390-3034 – Fax 02.2390-3015
Dott. Giario Conti

AZIENDA OSPEDALIERA SANT’ANNA
Via Ravona, 1 22020 San Fermo della Battaglia (CO)
Tel. 031.585.9643

OSPEDALI RIUNITI
Largo Barozzi, 1 24128 Bergamo
Tel. 035.269111

POLICLINICO SANT’ORSOLA MALPIGHI
Via P. Albertoni, 15 40138 Bologna
Tel. 051.6362111

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